Galleria Civica
Corso Canalgrande, 103
41121  Modena
Nell'ambito della Raccolta del Disegno, si distinguono tre nuclei di opere di design, così contraddistinti:

FONDO KOKI FREGNI, donato nel 1997 da Dea Bergonzini ved. Fregni alla Raccolta del disegno della Galleria civica.
Koki Fregni (Mirandola 1930 – Modena 1994), è stato senza dubbio il più importante scenografo modenese del dopoguerra, e uno dei protagonisti assoluti del rinnovamento della scenografia non solo emiliana negli anni Cinquanta.
Per quanto concerne il design, tra gli oltre quattrocento fogli donati alla Galleria, hanno grande rilievo i 75 bozzetti che documentano l'altro versante dell'attività dell'artista, quella di grafico, autore di marchi noti (es: Granarolo, Annovi e Reverberi, Edilcuoghi ceramiche, Moto Malaguti), molti dei quali utilizzati ancora oggi, e di manifesti che hanno segnato il gusto di un'epoca e alcune delle occasioni capitali della cultura modenese e regionale (manifesti per il “Festival del libro economico” degli anni Cinquanta, per stagioni teatrali, copertine di libri).
Nei primi anni Cinquanta, egli ha lavorato come grafico della Federazione del Partito comunista di Modena e al servizio di qualche tipografia, compresa quella della Curia, per cui ha realizzato i primi progetti per arredi, allestimenti di stand e negozi e cura la grafica di alcune industrie, tra cui anche la Ferrari e la Maserati a Modena.

FONDO ICO PARISI
Ico Parisi (Palermo 1916 – Como 1996), di formazione comasca, dopo avere esordito alla fine degli anni Trenta nello studio di Giuseppe Terragni, nel secondo dopoguerra si è rivelato uno dei personaggi di maggior spicco e originalità nel campo dell'architettura contemporanea. Poliedrico ed eclettico fu architetto, artista, designer e fotografo fuori dagli schemi.
Autore di edifici celebri come il Padiglione soggiorno per la Triennale di Milano del 1954; creatore di non di meno noti prodotti di design, dal Tavolo-mensola per Rizzi del 1944 alla Poltrona Uovo per Cassina, del 195. Ico Parisi sempre ha teso ad operare ai confini delle soglie disciplinari, in fertile contaminazione critica con la ricerca pura.
La Galleria civica di Modena gli ha dedicato nel corso degli anni due mostre, “Ico Parisi:& Architetture” (1990) e “Ico Parisi :& Disegni” (1994) in seguito alle quali è avvenuta la donazione alla galleria di un fondo di quasi 3000 pezzi, tra disegni, schizzi e fotografie che dagli anni Trenta sino agli ultimi progetti ne ripercorrono l'inarrestabile iter creativo.
"Parisi designer manifesta un'accentuata predilezione verso le morfologie naturali sia vedegtali - come dimostrano alcuni disegni tra il 1940 e il 1944 - che animali, da cui nasce la celebre poltrona a uovo del 1953. A partire dagli anni Sessanta sino ad oggi, unitamente alla scoperta del corpo umano, dei suoi ritmi e volumi plastici, Parisi progetta e realizza - grazie anche ad artigiani di ampie vedute - oggetti-contenitori che imitano profili stilizzati di volti; poltrone a forma di valigia o di mano; lampade a forma di occhio; vasi, teiere e bottiglie in cui il segno antropomorfo viene reso grottesco dall'esagerazione parodistica [...] quasi a voler depotenziare nel gioco dell'ironia un amore profondo e lirico verso l'uomo e la sua esistenza quotidiana" (Deggiovanni, 1994, p.14)
Il fondo conta n.1832 carte inventariate e n. 677 fotografie inventariate; inoltre sono presenti cataloghi, volumi, quaderni di appunti, lettere, documenti, tra cui si segnalano in collezione un prezioso nucleo di lettere autografe manoscritte, datate dal 1954 al 1967, arricchite di straordinari elementi decorativi e colligrafici (n. 43) inviate dal noto architetto Giò Ponti ai coniugi Parisi, cui era legato da una profonda amicizia.

DUE PANCHE della serie STANDARD di Aldo Cibic
Nel 2111 la Galleria civica di Modena ha ricevuto in dono due panche della serie “Standard” di Aldo Cibic (1990) dalla collezione Alessandro Grassi, courtesy Galleria “Le Case d'Arte di Milano” di Pasquale Leccese, che sono attualmente esposte negli spazi espositivi di Palazzo Santa Margherita
La panca in legno tinta all’anilina della produzione "Standard" è stata disegnata con l’idea di essere allo stesso tempo un elemento scultoreo e un elemento d’uso. Ha un aspetto monolitico e nelle intenzioni viene utilizzato sia come panca per sedersi sia come console bassa sulla quale si possono appoggiare degli oggetti.
Fa parte di una collezione articolata di mobili, oggetti e accessori, molto diversi tra loro, disegnati da Aldo Cibic nel 1990 che volevano rappresentare un design di qualità per la vita. Oltre a questa panca c’erano divani fuori scala, tavoli in legno colorati, una serie di ceramiche per la tavola ed elementi di illuminazione non convenzionali.
La collezione "Standard" è rimasta sul mercato per la durata di due anni circa.
In seguito a quella in legno è stata realizzata la panca commissionata da Bisazza, uno dei brand di lusso più autorevoli nell'ambito del design, che nel corso degli anni ha stretto collaborazioni con alcuni degli autori più importanti nel campo dell'architettura, del design, dell'arte e della moda, come Tord Boontje, Aldo Cibic, Sandro Chia, Romeo Gigli, Michael Graves, Ettore Sottsass e altri. Oggetto simbolo della collaborazione tra Aldo Cibic e l’azienda, negli anni, è diventata un pezzo storico del design italiano e ha legato la sua immagine alla Biennale di Venezia.



La Galleria civica di Modena, oltre alla sua mission istituzionale legata alla organizzazione di mostre temporanee di arte contemporanea, da oltre un ventennio affianca una attività collezionistica, di primo livello in ambito nazionale, costituita dalla Raccolta della Fotografia e dalla Raccolta del Disegno.
In particolare quest'ultima, un unicum nel panorama del collezionismo pubblico nel nostro paese, nasce nel 1989 su impulso dell’allora direttore della Galleria civica, Flaminio Gualdoni. Essa si caratterizza per essere rimasta fedele negli anni ad alcune linee programmatiche: ricerca di una completezza di documentazione sul disegno italiano contemporaneo, mirando alla qualità dei singoli fogli e non solo alla celebrità delle firme; costituzione di nuclei di opere e documenti relativi a eventi o personalità di rilievo nella cultura figurativa dall’inizio del XX secolo, sino ai giorni nostri; attenzione all’arte sul territorio, sia per quanto riguarda il passato che per quanto riguarda l’attualità; continuo aggiornamento sulle giovani generazioni.
La raccolta, che deve i suoi incrementi ad acquisti e donazioni, ha raggiunto a tutt’oggi quasi i 2000 fogli, senza contare diversi fondi monografici (Ico Parisi, Koki Fregni, Mario Molinari -con opere dalla storica manifestazione “Parole sui Muri” di Fiumalbo- e la Collezione Don Bettelli, ricca di disegni, grafiche, cartelle d’autore, affidata in comodato gratuito dalla Curia Arcivescovile) che portano il numero delle carte conservate a oltre 5000.
Con opere dei maggiori artisti contemporanei, da autori storici come Morandi, De Pisis, Sironi, Afro, Campigli, Ferrazzi, Pirandello, Carrà, passando per le generazioni del secondo dopoguerra con Fontana, Scialoja, Morlotti, Accardi, Bendini, Zorio, Spagnulo, Boetti, fino alle ultime generazioni con Nunzio, Tirelli, Benati, Vaccari, Caccioni, Marisaldi, Rudiger, Lanzi, Chiesi, essa offre una esaustiva carrellata intorno all’arte italiana dai primi decenni del Novecento sino alla più stretta contemporaneità.
Salvaguardato nell’osservanza dei più aggiornati criteri conservativi (apposite cassettiere, passe-partout di cartoncino a ph neutro e veline da conservazione), questo ingente patrimonio trova collocazione nei depositi della Galleria civica, al secondo piano di Palazzo Santa Margherita.
Negli ultimi anni la collezione ha trovato nuovo impulso attraverso una politica espositiva volta alla valorizzazione e conoscenza di questo patrimonio: con cadenza costante vengono infatti organizzate mostre a tema che consentono la presentazione al grande pubblico di selezioni cospicue di opere, suscitando dei visitatori crescente interesse e attenzione.
La collezione del disegno ha goduto negli anni passati di una mirata campagna di catalogazione informatizzata, realizzata grazie ai contributi della Regione Emilia Romagna (L.18/2000): attualmente sono 1407 le carte catalogate con la scheda OA nell'ambito della piattaforma Samira.


Artisti:
Koki Fregni
Ico Parisi
Aldo Cibic