via Glorie frazione di Villanova
Bagnacavallo (RA)
Data di costruzione / dismissione: 1901 - 1969
Nel 1886 il Comune di Bagnacavallo decise di redigere il progetto di un macello da costruire a Villanova, il primo edificio pubblico di una delle Ville, antico nome delle frazioni. Nel 1889, il sindaco Antonio Capra, incaricò l'ingegnere dell'Ufficio Tecnico Comunale di studiare il luogo in cui realizzare il macello, costruito solo nel 1901. Il complesso consisteva in un'ampia corte, a ridosso dell'argine del fiume Lamone, di proprietà delle Opere Pie Bedeschi pei cronici, alla quale fu necessario affiancare due aree limitrofe minori, proprietà di privati villanovesi. La facciata anteriore, dalle finestre ad arco, realizzata con mattoni a vista, presentava ai lati della scritta ‘Macello’ due medaglioni in terra cotta, rappresentanti un bovino e un suino, che furono rimossi negli anni cinquanta. La struttura comprendeva un atrio, una sala del mattatoio boario e una sala di macellazione degli ovini e dei suini, munita di ampia ‘furnasëla’, stalla o “stanza dei condannati”, dove sostavano gli animali destinati al macello. Sul retro dell'edificio, l'ampio arco serviva in passato come uscita di servizio e portava alla ‘cunsérva’, ambiente esterno seminterrato e protetto da una spessa copertura di terra e vegetazione, dove si conservavano le carni con blocchi di ghiaccio. All'inizio del Novecento, il macello ospitava anche ‘la caratëla’, uno speciale servizio di lettiga trainata a mano, utilizzata per il trasporto degli ammalati gravi all'ospedale di Bagnacavallo. Il macello di Villanova ha cessato di funzionare nel 1969 e nel 1983 è stato ceduto dal Comune ad un proprietario privato. Nel 2000 l'edificio è stato recuperato e destinato a sede espositiva nell’ambito delle attività coordinate dal Centro Etnografico della Civiltà Palustre.