via Venezia
Ravenna (RA)
Data di costruzione / dismissione: 1862 - 1995
Nel 1862 il Comune di Ravenna acquistò un’area ortiva della prebenda parrocchiale di San Vittore, come previsto dal contratto di fornitura trentennale del gas, stipulato un anno prima con la Ditta Stefani di Milano. Nell’area fu realizzato un gasometro che dal 1863 garantì l’illuminazione della città per oltre quaranta anni. Il servizio venne quindi gestito fino al 1916 dalla Società del Gaz di Lodi e Ravenna con sede a Milano che in seguito fu municipalizzata come Azienda Speciale in Economia dal 1917 al 1927 ed Azienda Gas di Ravenna dal 1929 al 1937. Nel 1937 l’officina era costituita da tre forni, uno dei quali fuori servizio, e occupava alcune decine di operai. Nel 1940 il servizio venne assunto dalla Società Anonima Sospisio Officine Gas e Acquedotti di Trieste che lo mantenne sino al 1970, anno in cui viene ripreso dal Comune come Azienda Municipalizzata Gas e Acqua, divenuta nel 1995 Azienda Ravennate Energia e Ambiente. L’officina del gas era stata edificata a ridosso del tratto di mura che collegava la Rocca Brancaleone a Porta Serrata; all’inizio del secolo scorso era caratterizzata dalla presenza di un altro fabbricato, ora scomparso, e da dimensioni diverse rispetto a quelle attuali. L’edificio centrale, a lungo sede dell’azienda che gestiva l’erogazione urbana di gas e acqua, conserva ancora la ciminiera sul fianco settentrionale, in prossimità dei forni a gas. Dopo un periodo di abbandono, il complesso è stato ceduto ad una società privata nel 2005, ed inserito in un programma di riqualificazione urbana, non ancora attuato, che prevede il recupero dell'edificio superstite e la realizzazione di un intervento residenziale, commerciale e direzionale.