via Don Minzoni
Bologna (BO)
Data di costruzione / dismissione: 1783 - 1935
Nel 1547, in un’area di particolare importanza per le attività produttive e commerciali di Bologna, Jacopo Barozzi da Vignola ebbe l’incarico di costruire il Porto Navile, la darsena e le strutture per il trasporto di merci e persone lungo il Canale Navile, fino al Po e a Venezia. In seguito allo sviluppo economico della città, nel 1785 vi fu edificato un nuovo magazzino di deposito del sale. L’edificio, situato al termine del tratto denominato Cavaticcio, fu progettato tra il 1783 ed il 1784 dal capomastro locale Giuseppe Antonio Lanfranchini, incaricato dalla Congregazione della Gabella Grossa che gestiva la navigazione del canale e amministrava i dazi della città per trarne un ricavo economico. Il magazzino, una costruzione a pianta quadrata, era costituito da un unico vano con quattro pilastri, preceduto da un piccolo atrio. Una volta completato, le sue dimensioni risultarono insufficienti e fu elevato di un piano per consentire anche lo stivaggio del grano, cui seguì la costruzione di quattro contrafforti per ogni lato dell’edificio. Il deposito mantenne la funzione originaria sino al suo abbandono, causato dal progressivo declino delle attività legate alla navigazione. A seguito della demolizione della darsena, dovuta alle trasformazioni urbanistiche programmate nel Piano Regolatore del 1889 e alle successive vicende belliche, il magazzino del sale è stato parzialmente interrato, rimanendo l’unica architettura ancora esistente del Porto Navile. Nel corso degli anni le sue aperture sono state murate per impedirvi l’accesso in vista del recupero conservativo, previsto da un concorso del 1984 e completato nel 1995, al termine del quale è divenuto sede di un centro culturale.