Maestranze ravennati di S. Apollinare Nuovo
6. sec.
Secolo: secc. V/ VI (494 - 519)
La volta a botte del vestibolo presenta una decorazione musiva policroma con fiori di loto e uccelli di vari colori. Nella lunetta, al di sopra della porta del vestibolo, si trova la figura di Cristo guerriero, con corazza e mantello purpureo, che poggia i piedi su un serpente e su un leone e regge un libro aperto nel quale si legge: Ego sum via, veritas et vita.Nell'oratorio, nei quattro sottarchi, si trovano, entro clipei, i mezzi busti degli apostoli e di alcuni martiri: i due sottarchi occidentale e orientale presentano al centro il Cristo apollineo fiancheggiato dagli apostoli; quelli meridionalee settentrionale invece, al centro hanno un Crismon, fiancheggiato, tre per parte, da martiri. Lungo la linea ascensionale delle vele della volta centrale, quattro angeli vestiti di bianco sostengono, con le braccia alzate, un disco, posto alla sommità della volta stessa, che contiene un Crismon. Fra gli angeli sono raffigurati, fra nuvolette policrome, i simboli degli evangelisti, che reggono ognuno il vangelo.Nella calotta absidale è raffigurato, a tempera, un cielo trapunto di stelle con al centro una croce latinacon estremità patenti.


Il Cristo presente nella lunetta sopra la porta del vestibolo è stato identificato con il Christus militans o victor che calpesta le forze del male cioè il leone e il serpente (BOVINI 1964, Cristo vincitore delle forze, pp. 30-34). Secondo Clementina Rizzardi l'intera decorazione esprimerebbe chiari concetti antiariani ribadendo la veridicità della fede ortodossa(RIZZARDI 1989, L'arte dei Goti a Ravenna, p. 371). Anche la decorazione presente dentro l'oratorio esalterebbe l'ortodossia: apostoli, sante e santi, testimoniano i dogmi cristologici e ne diventano custodi e garanti (RIZZARDI 1989, L'arte dei Goti a Ravenna, pp. 372-373).