strada Farnesiana
Piacenza (PC)
Data di costruzione / dismissione: 1925 - 1970
Nel 1908 Aride Breviglieri si associò a Daniele Donelli e ai fratelli Prospero, Desiderio e Leonardo Rizzi, nel tentativo di riattivare una fornace per la produzione di mattoni in località Caminata di Ciriano, a Carpaneto Piacentino. Nacque la società ‘F.lli Rizzi e C. Fornaci della Caminata’ per laterizi e calce, una delle aziende storiche piacentine nel settore della produzione dei laterizi. La società crebbe rapidamente, anche acquistando alcune fornaci limitrofe, finché la proprietà non decise di accorpare tutte le imprese in una sola azienda. 
Nel 1934, dall’unione di queste società nacque la ‘Fornaci F.lli Rizzi, Donelli, Breviglieri e C.’ che, a seguito della trasformazione in società per azioni diverrà, nel 1970, l'attuale ‘RDB’.
 La fornace in questione fu costruita nel secondo decennio del Novecento nella prima periferia di Piacenza, lungo la strada Farnesiana, in un’area caratterizzata dalla presenza di numerosi insediamenti produttivi. Il complesso, rilevato catastalmente nel 1938, era destinato ad accogliere una fabbrica di ceramiche e piastrelle, di proprietà della ‘Fornaci F.lli Rizzi, Donelli, Breviglieri e C.’, rimasta attiva sino agli anni Settanta. La fornace, sviluppata su un unico livello, presenta un impianto planimetrico longitudinale, concluso da una copertura a falde. All'estrema semplicità dell'ambiente interno, scandito da capriate in ferro, fa riscontro un'attenta definizione dei fronti esterni, in particolare della facciata principale, maggiormente caratterizzata sotto il profilo architettonico. Adiacente al fianco meridionale si trova la ciminiera in mattoni, il cui profilo segnala a distanza la localizzazione del complesso. Al termine del suo ciclo produttivo all’impianto originario si sono aggiunti, sul fianco settentrionale, alcuni edifici, recentemente demoliti. Negli anni Ottanta, inoltre, la fornace è stata utilizzata come chiesa, in attesa della realizzazione della nuova parrocchiale di Santa Franca, operando una scelta singolare opposta al frequente utilizzo di edifici religiosi per necessità produttive. La fornace, utilizzata come deposito e in seguito abbandonata, è stata dichiarata di interesse culturale nel 2004. Al termine di un intervento di recupero, completato nel 2008, la struttura è stata trasformata in un’attività commerciale.