Museo Civico
Via G.B. Aleotti, 46
Argenta (FE)
Fetti Domenico
1589/ 1623
ambito mantovano
dipinto

tela/ pittura a olio
cm 134 (la) 162 (a)
sec. XVII (1600 - 1625)
Gesù si ritira nell'orto dei Getsemani e qui lo troviamo, al centro della scena, all'apice della preghiera sorretto da un angelo che regge in mano il calice, qui metafora della sorte.

"Tradizionalmente ritenuta del Tintoretto, solo a partire dalla “guida” del Touring del 1971 l’opera risulta attribuita a Domenico Fetti. Pur non sussistendo alcun corredo di documenti atti a comprovare la fondatezza dell’attribuzione, essa risulta non del tutto infondata: sappiamo infatti che il tema di questo momento della Passione fu trattato più volte dall’artista e che una versione sicuramente autografa di questa stessa composizione esiste nella Galleria Nazionale di Praga (inv. n. DO 5356; olio su tela, cm 170 x 130. Pubblicato da Eduard A. Safarik (1975), proviene dalla chiesa mantovana di Santa Maria della Presentazione, detta la Cantelma. È databile attorno al 1617-1619). Inoltre altre due versioni in connessione strettissima col quadro di Praga (ma certamente copie, cfr. Safarik, 1975) sono allo Staatliche Museen di Berlino e nel Capitolo della Cattedrale di Mantova. [...] A sgomberare il terreno dalle tentanti illusioni circa una possibile autografia del nostro Gesù nell’orto basta il confronto, purtroppo solo fotografico, con il dipinto di Praga. Emergono notevoli differenze di condotta pittorica: pastosa la fattura del gruppo praghese, dai passaggi sfumati, dal tondeggiante rilievo. Più smagliata è la pennellata del dipinto di Argenta, che presenta anche una lieve incongruenza di costrutto anatomico-plastico. Ciò lascia spazio a supporre che il nostro dipinto non sia affatto un secondo originale dell’artista «romano spaesato» (Safarik), ma più verosimilmente una copia antica fedelmente replicata a fini devozionali". (Viroli, 2008)