PERSONAGGIO
PERSONAGGIO STORICO
Nome sceltoAmalaunta
Dati anagraficica. 500-535 d.C.
Nome estesoAmalaswintha
Luogo di nascitaRavenna
Data di nascita500 ca. d.C.
Luogo di morteBolsena
Data di morte30 aprile 535 d.C.
Note biograficheAmalasunta è l’unica figlia di re Teoderico ed una delle più nobili rappresentanti dell’aristocrazia germanica tardoantica: oltre che parte della dinastia Amala per parte di padre, è membro della casata merovingia per parte di madre, essendo nipote di re Clodoveo I, e sposa di Eutarico, col quale ricompose i due più importanti rami della casata Amala. Nata a Ravenna, sarà sempre legata alla città ed alla corte costruita dal padre: qui sposerà Eutarico nel 515, rimanendo però vedova già nel 522 con due figli piccoli, Atalarico e Matasunta. Nonostante i legami con la tradizione germanica, segue e persegue un’educazione di tipo classico, giungendo a padroneggiare il latino ed il greco e a saper comporre versi: per questo quando nel 526 diviene reggente del figlio Atalarico, chiamato a succedere al nonno Teoderico, prosegue nella sua educazione di stampo romano, coadiuvata da Cassiodoro, allora magister officiorum, capo della burocrazia statale. Le scelte non felici in campo politico, soprattutto nei confronti degli alleati Visigoti, e la perdita di stima verso l’aristocrazia gota, insofferente anche per la rinuncia ad azioni militari, portano ad un conflitto sulle competenze rispetto al giovane Atalarico che attorno al 530 gli fu tolto per avviarlo ad un’educazione da capo militare. Più che l’attitudine, il fisico del giovane re non si dimostra all’altezza dell’addestramento necessario e muore nel 534: nel frattempo, già nel 532, Amalasunta, temendo per la vita sua e dei suoi figli, aveva avviato trattative per rimettere il regno all’impero Orientale di Giustiniano, e nel 533 appoggia fattivamente le operazioni di Belisario contro i Vandali in Africa. Essendo necessario un re maschio, deve riprendere marito, e sceglie il parente Teodato, pure versato nel greco e nella retorica, nel tardo 534. Egli però si dimostra incline alle esigenze della nobiltà tradizionalista e ben presto la fa relegare nell’isola Martana del lago di Bolsena, dove, abbandonata dai bizantini che cercavano pretesti per intervenire militarmente in Italia, la consegna alla vendetta di nobili goti fatti uccidere anni prima, che la strangolano il 30 aprile 535.
COMPILAZIONE
COMPILAZIONE
Data2012
NomeAssorati G.

data ultima modifica: 23/01/2012
personaggio storico

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