Museo Civico d'Arte
Viale Vittorio Veneto, 5
Modena (MO)
Crespi Giovan Battista detto Cerano
1575/ 1632
dipinto

tela/ pittura a tempera
cm 163 (la) 254 (a)
sec. XVII (1610 - 1610)
Fu acquistato dal marchese Campori nella bottega di un rigattiere milanese che lo riteneva della scuola di Michelangelo. Entrò nella raccolta con la corretta attribuzione al Cerano e col titolo La carità e solo successivamente, dopo un primo accenno di Pevsner (1925), Dell’Acqua (1942) lo riconobbe come parte di un quadrone facente parte della celebre serie dei Miracoli di san Carlo Borromeo, eseguita da vari artisti, tra cui il Cerano, per il Duomo di Milano e tuttora conservati nel Museo dell’Opera del Duomo. La stessa sigla “AP”, che compare nel frammento, si legge sul tappeto del Miracolo di Beatrice Crespi, appartenente alla stessa serie di sei dipinti pagati al Cerano nel 1610, dopo che già tra il 1602 e il 1603 egli aveva eseguito quattro altre tele. Costituiva la parte destra, asportata dopo il 1815, del dipinto raffigurante il Miracolo del parto di Clementina Crivelli Arese (oggi, in seguito a una decurtazione anche in altezza, di cm 240 x 230), e raffigura la nutrice che allatta il bambino dopo il travagliato parto della nobildonna, portato a buon termine grazie all’intervento miracoloso di san Carlo. Un disegno dello stesso Cerano nella Pinacoteca di Varallo Sesia (inv. 11) consente di ricostruire l’invenzione del pittore nella sua integrità (ROSCI 1964, fig. 120; Idem 2000, pp. 171-172 n. 104). In collezione privata milanese si conserva una derivazione grafica di questo stesso dettaglio, “di bottega o dell’Accademia Ambrosiana” per Rosci (2000, p. 171). Presenza ‘fuori contesto’, oltre che ‘fuori scala’, all’interno della Galleria Campori, il frammento, dalle squillanti tonalità pastello, illustra bene le superbe capacità pittoriche del grande pittore lombardo, che piega un sentimento della composizione e della forma di lontana ascendenza manierista alle esigenze di un racconto sempre turgido e commosso.