S. Antonio da Padova

Museo di Palazzo Poggi
Via Zamboni, 33
Bologna
Tipo: vascello III rango
Categoria: nautica
legno/ intaglio/ pittura, corda, stoffa, ferro
cm 206 (a) 50 (la) 252 (l) altezza scafo 45/ lunghezza scafo 202
sec. XVIII
1715 - 1751
Modello di vascello di terzo rango a 2 ponti, 58 cannoni e 3 alberi. La velatura e l’alberatura, specie poppiere, sono incomplete. Lo scafo, con carena bianca e opera morta nera, ha il babordo privo del fasciame esterno. Sulla prua, a tribordo, tre cifre romane indicano le linee di galleggiamento. Prua e poppa sono riccamente decorate. La serpa regge la polena dorata a forma di cavallo con scudo ovale fra le zampe anteriori. Sono dorate anche le volute dei parapetti dei castelli e i riquadri della seconda batteria. L’artiglieria è disposta su due file di batterie a scacchiera. I mantelletti del primo ponte sono internamente dipinti di rosso come le bocche dei cannoni montati su affusto. Sul ponte del cassero sono disposti 8 cannoni di calibro minore. Mancano i portelli da caccia a prua.
Si tratta di un modello didattico: a babordo il fasciame esterno è infatti composto dalla sola chiglia, dalle tavole di volta a poppa e prua, dai quattro corsi di tavole e dalle due incinte sotto le batterie dagli scalmotti a vista, al fine di permettere la visione dell’ossatura interna dello scafo. Questo è formato da 18 quinti centrali e 6 cinte, i bagli e mostra il primo ponte di batteria, le cale delle gomene, le sezioni degli alberi sottocoperta e due pareti divisorie a poppa e a prua. A tribordo il fasciame semplice a comenti appaiati è invece completo delle tavole di bordo franco e dell’impavesata.
All’albero di bompresso, munito di asta senza bandiera e di civada, si lega l’asta di fiocco e la controcivada probabilmente aggiunte in un intervento postumo alla data di costruzione del modello. L’albero di mezzana, cui è sospesa una verga secca ed un pennone ad artione con vela latinasbrogliata, è incompleto: mancano albero a vela di belvedere mentre quella di contromezzana è spiegata. Gli alberi di maestra e trinchetto in tre pezzi, sono dotati di tre vele quadre dai trevi semispiegati per la vista della coperta. Quattro vele di straglio completano il sistema velico. Mancano bandiere, fiamme e vele addizionali anche se presenti aste nei pennoni maggiori. Le scotte e i bracci dei trevi sono rinviati da bozzelli bianchi fissati alla fiancata.
La resa del ponte di coperta è buona: su di esso trovano posto oltre all’artiglieria, quattro boccaporti, la ruota del timone davanti all’albero di mezzana e l’argano senza stanghe vicino al trinchetto. Sul cassero due scale portano al casseretto munito di due battagliole di rete. Dal castello di prua, collegato al ponte da una scala, scendono lateralmente due gavitelli neri. Al parapetto di prua sono agganciate le alette delle due ancore in ferro, con corpo in legno e marre ricurve, collegate a due delle quattro cubie di prua tramite le gomene. Manca il passavanti fra i due castelli. A poppa sono posti tre fanali di coronamento con la struttura della lanterna dorata e le faccie azzurre. Un quarto fanale è posto sulla coffa dell’albero di maestra.
[la descrizione della poppa prosegue nel campo Osservazioni]


La galleria delle navi del Museo di Palazzo Poggi comprende dieci modelli di navi costruiti tra la fine del XVI secolo e gli inizi del XIX. Tra questi beni si conserva anche il vascello S. Antonio da Padova.
La galleria odierna ripropone la collezione della Camera della Geografia e della Nautica dell'antico Istituto delle Scienze, stanza creata nel 1724 grazie ad una donazione del marchese Marcantonio Collina Sbaraglia (1681/1744), nella quale confluirono carte geografiche, strumenti nautici e modelli in scala ridotta di vascelli e navigli (oggetti, in alcuni casi, già conservati presso l'istituto).
Con l'avvento della Riforma napoleonica, nel 1802 i materiali vennero trasferiti all'Osservatorio astronomico della Specola, facente parte dello stesso complesso architettonico dove aveva sede l'istituto, Palazzo Poggi.
In seguito, nel 1896, l'intera raccolta dedicata alla Geografia e alla Nautica, venne spostata ai Musei Civici di Bologna, dove rimase nascosta nei depositi, sino alla sistemazione nel 1937, presso il Rettorato dell'Università.
Dal 2000, anno di apertura del museo, i modelli sono ritornati alla loro sede originaria, a Palazzo Poggi.
Il modello rappresenta un naviglio della marina dello Stato della Chiesa, fedele riproduzione di un vascello di terzo rango che combattè fra le schiere pontificie intorno al 1715, probabilmente noleggiato alla Repubblica genovese.
Di proprietà del conte di Maurepas, Jean-Frédéric Phélippeaux sovrintendente alla Marina di Francia (1701/1781), il modello giunse al pontefice Benedetto XIV che, tramite il cardinale Valenti, Segretario di Stato, lo donò all’Istituto delle Scienze di Bologna, tra il giugno e il luglio del 1751. Jacopo Marescotti, allora coadiutore del bibliotecario, eseguì un primo intervento di “riassetto.
Il bene venne dunque realizzato tra il 1715 circa e il 1751, anno in cui entrò a far parte delle collezioni della Camera della Geografia e della Nautica; compare infatti negli inventari d'istituto degli anni 1779 e 1798, ma non in quello precedente del 1776. Inoltre, nel 1843, il modello venne registrato tra gli oggetti dell’Osservatorio di Astronomia dell’Università Pontificia di Bologna.

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