Pinacoteca Civica Il Guercino
Via Matteotti, 16
Cento (FE)
Barbieri Giovanni Francesco detto Guercino
1591/ 1666
dipinto

tela/ pittura a olio
cm 155 (la) 230 (a)
sec. XVII (1618 - 1618)
Il dipinto, nonostante, i freni imposti dalla committenza alla sua inventiva e al suo estro pittorico, si dimostra un'opera particolarmente interessante nel percorso artistico del pittore.
La nostra attenzione viene richiamata attraverso lo sguardo del committente, (esempio rarissimo di ritrattistica in ambito ferrarese), che attraverso il suo sguardo sfonda la seconda dimensione, arrivando sino a noi.
La lettura del dipinto viene convogliata dall'angelo, mediatore fra terra e cielo, verso il vertice del quadro, dove la Madonna e il bambino risiedono su una grande nebulosa, sovrastante un bellissimo, quanto piccolo, scorcio di paesaggio caratterizzato dal colore-firma del Guercino, il blu oltremarino, ottenuto con lo sbriciolamento di lapislazzuli.
Al lato opposto sono facilmente riconoscibili, anche dal pubblico meno acculturato, grazie all'inserimento di chiari elementi iconografici, San Pietro, con il gallo e le chiavi, e San Carlo Borromeo,  con lo scapolare rosso, il naso aquilino e i tipici elementi cardinalizi.
Analizzando i protagonisti nel particolare nell'angelo traspaiono ricordi del ferrarese Carlo Bononi, il sui vestito e l'ala diventano pretesti per sviluppare un virtuosismo estremo; il San Pietro, caratterizzato nei tratti fisiologici e psicologici, spicca per una fisicità sostanziale, scorciato per evidenziare ulteriormente le capacità disegnative.
La luce, ancora una volta è il mezzo attraverso il quale sono modificati i toni, i colori, i piani e attraverso la quale si ricerca la tridimensionalità.
Si può concludere sottolineando come il pittore, ancora in una fase giovanile della sua produzione, voglia far vivere la sacra conversazione come una situazione quotidiana.

Le esigenze di committenza (della quale non si hanno riferimenti sicuri, si pensa ad Ercole Dondini, o un centese della famiglia Lori, o di qualcuno della famiglia Cavalieri, oppure Orazio Gandolfi), avevano creato nel Guercino un difficile problema di composizione.
La figura principale della parte inferiore doveva essere il S. Pietro, poiché l'altare era a lui dedicato, ma bisognava inserire anche Carlo Borromeo e un busto del donatore.
Inoltre il Guercino non ebbe la possibilità di comporre la Madonna a suo piacimento, ma dovette riproporre la popolare immagine devozionale nota come "Madonna di Reggio" o "La Madonna della Ghiara".