Teatro Comunale - Fiumalbo

Elementi caratterizzanti
Dati tecnici
pianta rettangolare con balconata
70 posti
2005-2009
fonti archivistiche
Palazzo Comunale
Via Capitano Alberto Coppi 2
loc. Fiumalbo
Fiumalbo (MO)

Fondazione: XX
Questo piccolo teatro, posto all’interno della Residenza Comunale, consta di una sala a pianta rettangolare con balconata. L’edificio è parte di un complesso architettonico assai articolato che in passato ospitò il Monastero delle Domenicane di Santa Caterina da Siena, fondato nel 1579 per volontà della comunità fiumalbina. Il monastero venne formalmente soppresso a seguito del Decreto napoleonico dell’8 giugno 1805. Nel tempo la struttura originale ha subito modifiche dovute principalmente all’insediamento della sede municipale, tuttavia ne è stata preservata la volumetria e forse la stessa articolazione spaziale. Muri perimetrali e vani ampi, compreso il sistema delle volte al piano terra, parrebbero essere rimasti i medesimi dal XVI secolo.
Dalla documentazione reperita, dagli architetti che ne hanno curato il restauro, risulta che un ampio locale identificato con il “refettorio vecchio” dell’antico monastero, dapprima utilizzato come sala comunale, venne successivamente adattato ad uso di teatro. La trasformazione pare abbia avuto luogo ai primi del Novecento, tuttavia una lettera datata 5 maggio 1865 confermerebbe che nel corso di alcuni lavori di sistemazione, realizzati all’interno della casa comunale, era già stato previsto questo adattamento. Inoltre un inventario più antico, probabilmente della fine del ‘700, proverebbe inequivocabilmente la presenza di un teatro già in quell’epoca. Vi si annota infatti la presenza di elementi necessari alla funzionalità teatrale, ossia “[…] lumini di latta ad uso del teatro […] uno scenario di legno con suo sipario e varie scene formate sul palco […] quadro sopra il teatro con l’arma del Comune […] un legno lungo ad uso del scenario”. La significativa testimonianza si riferirebbe ad un diverso locale adibito ad uso di teatro la cui localizzazione tuttavia non è stata ancora individuata.
L’attuale sala teatrale è stata in uso, anche come cinema e per feste popolari e balli fino agli anni ’70 del Novecento, ne è seguito un periodo di abbandono e degrado in cui sia la sala che i vani accessori annessi sono stati utilizzati come deposito. Nel 2007 sono stati avviati i lavori di restauro completati due anni dopo, affidati agli architetti Macchitelli e Ronchi di “gruppo 903” di Modena.
Il teatrino, semplice ed elegante, è predisposto per una settantina di spettatori che trovano posto nella sola platea mentre la balconata, anch’essa di contenute dimensioni, chiude un inconsueto angolo opposto al palcoscenico. Il soffitto presenta una decorazione che ne circoscrive l’intero perimetro con al centro un decoro floreale, mentre due larghe fasce pittoriche a specchiature con festoni, nastri e cartigli su campo azzurro, ornano i sottostanti i lati lunghi. Decorazioni queste riproposte anche sulla balconata ove affiancano il cartiglio centrale su cui è riportata la data 1932 in numeri romani, il tutto in gusto tardo Liberty.
Attualmente il teatro svolge prevalentemente un’attività culturale polivalente.
(Lidia Bortolotti)




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