Museo del Risorgimento "A. Saffi"
Corso Garibaldi, 96
Forlì (FC)
manifattura italiana (?)
divisa

cotone
cm. 70 (a)
sec. XIX (1866 - 1897)
Camicia rossa di Antonio Fratti.

Camicia rossa di Antonio Fratti, patriota. Studiò dapprima matematica in Bologna, ma interruppe i corsi per non gradire quel genere di studi, benché lavorasse allora con il padre a un progetto di ferrovia tra Forlì e Firenze: il Badii però dice che era stato escluso da tutte le università del regno, per aver dato del "cortigiano" al prof. Occioni. Nel 1866 aderì alla Alleanza Repubblicana, appena fondata e, Aurelio Saffi segnalò il suo nome a Giuseppe Mazzini; lo stesso anno partì volontario nel battaglione "Bersaglieri Lombardi", come semplice soldato, tale rimasto a Mentana e a Digione nei Vosgi, ove fu poco dopo aver conseguita la laurea in Legge nell'Università di Roma. In unione al Conte Saffi e a Ulisse Golfarelli fondava nel 1871 la Consociazione Romagnola, organismo repubblicano risultato dalla trasformazione della Società del Progresso in sezioni politiche federate; e allorché il Saffi ed altri che ne erano gli esponenti, furono tratti in arresto a seguito di un convegno in Villa Ruffi sul Covignano nel 1874, come atto di solidarietà riuscì a farsi arrestare a sua volta in Rimini lo stesso giorno, benché non avesse partecipato alla pretesa cospirazione. Altri arresti subiva nel 1880 in Roma per le onoranze a Mazzini e nel 1882 in conseguenza dell'agitazione romana per l'impiccagione di Guglielmo Oberdan di cui era il depositario testamentale. Egli iniziò l'attività giornalistica in patria sulle colonne del Democratico, il primo periodico repubblicano apparso in Romagna, foglio di straordinario vigore battagliero, fondato, diretto e stampato da Antonio Danesi; nel 1876 diede vita in Forlì al settimanale Democrazia, tenuto a battesimo da Aurelio Saffi, e da allora si pone all'avanguardia di un movimento e di rivendicazione del diritto operaio, fondato sulla comunità dei doveri nell'associazione per il comune riscatto, contro ogni forma di individualismo o di livellazione della personalità umana, chiaro interprete del pensiero mazziniano, per questa sua costante battaglia sociale, chiamato nel 1891 in Milano a presiedere
per designazione unanime, il convegno internazionale dei Diritti del Lavoro. Trasferitosi a Roma nel 1877 fece parte della redazione del Dovere con Maurizio Quadrio ed Edoardo Pantano, collaborò quindi ai periodici Lega della Democrazia di Alberto Mario e Democrazia di Ernesto Nathan; infine nel 1894 fondava la Rivista Popolare in cui riassunse il suo credo morale politico e sociale immutato anche in forme poetiche, di continuo espresso altresì nelle assemblee e di fronte alle folle, che lo ebbero caro per gli impeti generosi e l'azione garibaldina. Il 19 aprile 1891 entrò alla Camera per le elezioni suppletive, in rappresentanza dei Collegi di Forlì e Ravenna; rieletto nel 1897 invece di prendere parte ai dibattiti parlamenti, seguì Ricciotti Garibaldi nella spedizione di Grecia con grado di sottotenente e in Domokos cadde sul campo colpito al cuore.