FONTE
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AutoreBeda
Titolo operaChronica
Anno725 ca. d.C.
Periodoetà anglo-sassone
EpocaAlto Medioevo
Noteed.: T. Mommsen (ed.), Chronica minora saec. IV, V, VI, VII, vol. 3, Berlin 1898 (rist. anast. Muenchen 1981), pp. 223-354.
PASSO
Localizzazione478-479
Testo originale[478] Valentinianus iunior Constantii filius Ravennae imperator creatur. [479] Placida mater eius Augusta nuncupatur.
Traduzione[478] Valentiniano minore [III], figlio di Costanzo [III], è creato imperatore a Ravenna. [479] Sua madre Placidia è proclamata Augusta.
Note425 d.C.; in realtà Valentiniano III fu proclamato imperatore a Roma e Galla Placidia fu proclamata Augusta nel 421 al momento del matrimonio con Costanzo III.
PASSO
Localizzazione492-493
Testo originale[492] Qui deinceps ad Ravennam perveniens et summa reverentia a Valentiniano et Placidia susceptus migravit ad Christum: corpus honorifico agmine comitantibus virtutum operibus Altiodorum defertur. [493] Aetius patricius, magna Occidentalis rei publicae salus et regi quondam Attile terror, a Valentiniano occiditur, cum quo Hesperium cecidit regnum neque hactenus valuit relevari.
Traduzione[492] Egli [Germano d'Auxerre] poi giunse a Ravenna e, accolto da Valentiniano e Placidia con la più alta reverenza, passò a Cristo: il corpo fu portato ad Auxerre con un corteo trionfale accompagnato dalle virtù delle opere. [493] Il patrizio Ezio, grande salvatore dello stato d'Occidente e terrore persino del defunto re Attila, fu ucciso da Valentiniano, e con lui uccise il regno d'Occidente, né nulla è valso a risollevarlo fino ad oggi.
NoteVisita di S. Germano d'Auxerre: 448 d.C. L'omicidio di Ezio è accaduto a Ravenna nel 454 d.C.
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Localizzazione511-512
Testo originale[511] Qui dum rediens Ravennam venisset, Theodoricus eum cum comitibus carceris adflictione peremit, invidia ductus, quia catholicae pietatis defensor Iustinus eum honorifice suscepisset. [512] Quo anno, id est cons. Probi iunioris, et Simmachum patricium Ravennae occiderat et ipse anno sequente ibidem subita morte periit, succedente in regnum Athalarico nepote eius.
Traduzione[511] Poi quando egli [papa Giovanni I] tornando [da Costantinopoli] venne a Ravenna, Teoderico lo rinchiuse col suo seguito in carcere con sofferenze, guidato dall'invidia, perché il difensore della religione cattolica Giustino lo aveva accolto con onore. [512] Nello stesso anno, cioè quello del consolato di Probo minore, uccise a Ravenna anche il patrizio Simmaco, ed egli l'anno seguente morì improvvisamente e gli successe nel regno suo nipote Atalarico.
Note525-526 d.C.
PASSO
Localizzazione565
Testo originaleHic beatae memoriae pontificem Romanae eccelsiae Sergium, quia aerraticae suae synodo, quam Constantinopoli fecerat, favere et subscribere noluisset, misso Zacharia protospatario suo iussit Constantinopolim deportari. Sed praevenit militia Ravennatae urbis vicinarumque partium iussa principis nefanda et eundem Zachariam contumeliis et iniuriis ab urbe Roma pepulit.
TraduzioneCostui [l'imperatore Giustiniano II], inviato il proprio protospatario Zaccaria, gli ordinò di deportare a Costantinopoli Sergio, pontefice di santa memoria della chiesa di Roma, poiché non voleva sostenere e sottoscrivere il suo erroneo sinodo, che aveva celebrato a Costantinopoli. Ma la milizia della città di Ravenna e delle aree vicine respinse i malvagi ordini del principe e lo stesso Zaccaria dalla città di Roma con offese ed ingiurie.
NoteSpedizione di Zaccaria: 692/693 d.C.
COMPILAZIONE
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Data2011
NomeAssorati G.

ultima modifica: 25/01/2012
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