FONTE
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AutoreIdazio
Titolo operaContinuatio chronicorum Hieronymianorum
Anno469 d.C.
Periodoetà dei regni barbarici
EpocaTarda Antichità
Noteed.: T. Mommsen (ed.), Chronica minora saec. IV, V, VI, VII, vol. 2, Berlin 1894 (rist. anast. Muenchen 1981), pp. 1-36 (trad. parziali: M. Pierpaoli (a cura di), Vita e personaggi di Ravenna antica, Ravenna 1984, p.145 (trad. del curatore), S. Gasparri (a cura di), http://centri.univr.it/rm/didattica/fonti/anto_ame/cap_ii/ii_5_it.htm#a)
PASSO
Localizzazione60-62b
Testo originale[60] XXII. Atauulfus a patricio Constantio pulsatus, ut relicta Narbona Hispanias peteret, per quendam Gothum apud Barcilonam inter familiares fabulas iugulatur. Cui succedens Vallia in regno cum patricio Constantio pace mox facta Alanis et Vandalis Silingis in Lusitania et Baetica sedentibus adversatur. [61] Alexandrinae ecclesiae post Theofilum qui praesederit ignoravit haec scribens. [62] Constantius Placidiam accepit uxorem. [62a] Fredbalum regem gentis Vandalorum sine ullo certamine ingeniose captum ad imperatorem Honorium destinat. [62b] Hydatii ad Deum conversio peccatoris.
Traduzione[60] Ventiduesimo anno (di rengo di Onorio). Ataulfo, costretto dal patrizio Costanzo [III] a lasciare Narbona e a dirigersi nelle Spagne, fu trucidato a Barcellona da un Goto mentre si intratteneva con i suoi famigliari, ascoltando racconti. Gli successe nel regno Vallia, il quale concluse immediatamente la pace con il patrizio Costanzo e si oppose agli Alani ed ai Vandali Silingi che risiedevano in Lusitania ed in Betica. [61] Chi scrive quest'opera ignorò chi guidò la chiesa di Alessandria dopo Teofilo. [62] Costanzo [III] prese in moglie Placidia. [62a] Senza alcuna battaglia, il re delle genti Vandale Fredbal, catturato, viene inviato all'imperatore Onorio. [62b] Conversione a Dio del peccatore Idazio.
Note416 d.C.; Il matrimonio tra Costanzo e Galla Placidia avvenne nel 417 a Ravenna; la cattura di Fredbal, re dei Vandali Silingi, avviene nel 418 e questo è inviato a Ravenna; Teofilo di Alessandria è morto nel 412.
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Localizzazione71-76
Testo originale[71] XXV. Inter Gundericum Vandalorum et HHermericum Suevorum reges certamine orto Suevi in Nerbasis montibus obsidentur a Vandalis. [72] Valentinianus Constantii et Placidiae filius nascitur. [73] In Gallicana regione in civitate Biterris multa signa effecta terrifica Paulini episcopi eiusdem civitatis epistola enarrat ubique directa. [74] XXVI. Vandali Suevorum obsidione dimissa, instante Asterio Hispaniarum comite et sub vicario Maurocello aliquantis Bracara in exitu suo occisis, relicta Gallaecia ad Baeticam transierunt. [75] Honorius apud Ravennam Constantium consortem sibi fecit regno. [76] Olymp. CCC. XXVII. Constantius imperator Ravenna moritur in suo tertio consulatu.
Traduzione[71] Venticinquesimo anno (di regno di Onorio). Sorta una contesa fra Gunderico re dei Vandali ed Ermerico re degli Suebi, questi ultimi furono assediati dai Vandalì nei monti Nerbase. [72] È nato Valentiniano [III] figlio di Costanzo [III] e Placidia. [73] Nella regione della Gallia, nella città di Béziers una lettera del vescovo di quella città, Paolino, inviata ovunque, espone molti segni dai significati terribili. [74] Ventiseiesimo anno (di regno di Onorio). I Vandali abbandonarono l’assedio degli Suebi, alcuni dei quali furono uccisi all'uscita da Braga alla presenza del conte delle Spagne Asterio e del vice vicario Mauroncello, e, lasciata la Galizia, passarono nella Betica. [75] Onorio a Ravenna associò a sé nel regno Costanzo. [76] Olimpiade 300. Ventisettesimo anno (di regno di Onorio). L'imperatore Costanzo muore a Ravenna durante il suo terzo consolato.
Note419-421 d.C.; Valentiniano III è nato a Ravenna nel 419; l'elevazione all'impero di Costanzo e la sua morte avvengono nel 421; l'assedio dei Vandali sui monte Nerbase avviene nel 420.
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Localizzazione77-83
Testo originale[77] XXVIII. Castinus magister militum cum magna manu et auxiliis Gothorum, bellum in Baetica Wandalis infert. Quos cum ad inopiam vi obsidionis artaret, adeo ut se tradere iam pararent, inconsulte publico certamine confligens, auxiliorum fraude deceptus ad Terraconam victus effugit. [78] Bonifacius palatium deserens Africam invadit. [79] XXVIIII. [80] XXX. Honorius actis tricennalibus suis Ravennae obiit. [81] Paulinus nobilissimus et eloquentissimus dudum, conversione ad Deum nobilior factus, vir apostolicus, Nola Campaniae episcopus habetur insignis: cui Terasia de coniuge facta soror testimonio vitae beatae aequatur et merito. Exstant ipsius egregii studia praedicanda. [82] Romanorum XLI, Theodosius Arcadii filius, ante aliquot annos regnans in partibus Orientis defuncto patre, post obitum Honorii patrui, monarchiam tenet imperii, cum esset annorum viginti sex. [83] Iohannes arripit tyrannidem.
Traduzione[77] Ventottesimo anno (di regno di Onorio). Il generale Castino, con molta forza militare e l'aiuto dei Visigoti, porta guerra contro i Vandali in Betica. I quali, ridotti alla fame con la forza dell'assedio, e che ormai si preparavano alla resa, attaccò in battaglia in campo aperto irragionevolmente, e vinto fuggì a Tarragona abbandonato a tradimento dagli ausiliari. [78] Bonifacio, lasciato il Palazzo, invade l'Africa. [79] Ventinovesimo anno (di regno di Onorio). [80] Trentessimo anno (di regno di Onorio). Onorio morì a Ravenna dopo avere festeggiato i trenta anni di regno. [81] Il nobilissimo e facondo Paolino, reso più nobile dal momento della conversione a Dio, uomo apostolico, viene nominato insigne vescovo di Nola in Campania: a lui Terasia da coinuge si fa sorella e diventa collaboratrice per merito e testimonianza di vita beata. Di questo nobile rimangono saggi e sermoni. [82] Il quarantunesimo imperatore dei romani, Teodosio [II] figlio di Arcadio, che prima aveva regnato nella parte Orientale dopo la morte del padre, dopo la dipartita dello zio Onorio, tiene il comando unico dell'impero, per la durata di ventisei anni. [83] Giovanni osa la tirannidde.
Note422-423 d.C.; Bonifacio era a Ravenna quando nel 422 passa in Africa; Onorio muore nel 423; Giovanni primicerio usurpa l'impero nel 423 a Ravenna; la sconfitta di Castino avviene nel 422; il regno di Teodosio II va dalla associazione al trono nel 402, attraverso il regno da solo sotto reggenza dal 408 al 416, alla morte nel 450.
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Localizzazione84-86
Testo originaleOlymp. CCCI. [84] Theodosius Valentinianum amitae suae Placidiae filium Constantinopoli Caesarem facit et contra Johannem mittit: sub quo a ducibus, qui cum eo per Theodosium missi fuerant, apud Ravennam primo anno invasae tyrannidis occiditur et Felix patricius ordinatur et magister militum. [85] Valentinianus qui erat Caesar, Romae Augustus appellatur. [86] Vandali Baliaricas insulas depraedantur deinde: Carthagine Spartaria et Hispali eversa et Hispaniis depraedatis Mauritaniam invadunt.
TraduzioneOlimpiade trecentounesima. [84] Teodosio [II] a Costantinopoli nomina cesare Valentiniano [III], figlio della sua zia paterna Placidia, e lo manda contro Giovanni: sotto di lui Giovanni viene ucciso dai generali che con lui erano stati inviati da Teodosio, a Ravenna, nel primo anno da quando aveva usurpato il regno; Felice è nominato patrizio e comandante delle milizie. [85] Valentiniano [III], che era cesare, a Roma è chiamato Augusto. [86] Poi i Vandali saccheggiano le isole Baleari: cadute Cartagena e Ispali (Siviglia), e saccheggiate le Spagne, invadono la Mauretania.
Note425 d.C.
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Localizzazione91-94
Testo originale[91] IV. Suevi sub Hermerico rege medias partes Gallaeciae depraedantes per plebem, quae castella tutiora retinebat, acta suorum partim caede, partim captivitate pacem quam ruperant familiarum quae tenebantur redhibitione restaurant. [92] Per Aetium comitem haud procul de Arelate quaedam Gothorum manus extinguitur Anaolso optimate eorum capto. [93] Iuthungi per eum similiter debellantur et Nori. [94] Felix qui dicebatur patricius Ravenna tumultu occiditur militari.
Traduzione[91] Quarto anno (di regno di Valentiniano III). I Suebi, sotto re Ermerico, saccheggiando la popolazione della parte mediana della Galizia, la quale deteneva i castelli difensivi, porta questi, in parte massacrati, in parte in schiavitù a richiedere il ripristino del trattato che avevano rotto restituendo i beni che avevano preso. [92] Grazie al conte Ezio non molto lontano da Arles un certo gruppo di Visigoti è distrutto e il loro condottiero Anaolso è catturato. [93] Ugualmente grazie a lui sono debellati gli Iutungi e i Nori. [94] Felice, che aveva la dignità di patrizio, viene ucciso a Ravenna in una sommossa militare.
Note430 d.C.; la vittoria sui Nori è da porre al 431.
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Localizzazione98-103
Testo originale[98] VIII. Superatis per Aetium in certamine Francis et in pace susceptis Censorius comes legatus mittitur ad Suevos supradicto secum Hydatio redeunte. [99] Aera CCCCLXX. Bonifatius in aemulationem Aetii de Africa per Placidiam evocatus in Italiam ad palatium redit. Qui depulso Aetio in locum eius succedens paucis post mensibus inito adversum Aetium conflictu de vulnere, quo fuerat percussus, interiit. Cui Sebastianus gener substitutus per Aetium de palatio superatus expellitur. - Olymp. CCCIII [100] VIIII. Regresso Censorio ad palatium Hermericus pacem cum Gallaecis quos praedabatur assidue, sub interventu episcopali datis sibi reformat obsidibus. [101] Symphosius episcopus per eum ad comitatum legatus missus rebus in cassum frustratur arreptis. [102] In conventu Lucensi contra voluntatem Agrestii Lucensis episcopi Pastor et Syagrius episcopi ordinantur. [103] Aetius dux utriusque militiae patricius appellatur.
Traduzione[98] Ottavo anno (di regno di Valentiniano III). Sconfitti in battaglia grazie ad Ezio i Franchi e costretti alla pace, il conte Censorio, inviato come ambasciatore presso i Suebi, porta con se il suddetto Idazio che ritorna in patria. [99] Quattrocentosettantesimo anno dell'era ispanica. Bonifacio torna dall'Africa al palazzo richiamato da Placidia per soppiantare Ezio. Scacciato dal suo ruolo, Bonifacio gli succede, e dopo pochi mesi intraprende una battaglia contro Ezio e per le ferite, dalle quali fu colpito, morì. Di questi il sostituto e genero Sebastiano, sconfitto da Ezio, fu espulso dal palazzo imperiale. - Olimpiade trencetreesima. [100] Nono anno (di regno di Valentiniano III). Tornato Censorio al palazzo imperiale, Ermerico rinnova la pace coi Galiziani, che erano stati saccheggiati con insistenza, grazie all'intervento vescovile, con la consegna di ostaggi. [101] Il vescovo Sinfosio inviato da lui, ambasciatore al comitato, viene ignorato con futili motivi. [102] Nella circoscrizione di Lugo, contro la volontà di Agreste vescovo di Lugo, Pastore e Siagrio sono ordinati vescovi. [103] Ezio, generale supremo delle armate romane, è nominato patrizio.
Note432-433 d.C.; Ezio è nomanto patrizio a Ravenna nel 435; Bonifacio dall'Africa torna al palazzo imperiale di Ravenna e probabilmente morì dopo la battaglia di Rimini contro Ezio nel 432; Sebastiano fu esiliato nel 433.
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Localizzazione157-161
Testo originale[157] XXX. Tertio regni anno principis Marciani regina moritur Pulcheria mense Iulio. [158] Per Fredericum Theuderici regis fratrem Bacaudae Terraconenses caeduntur ex auctoritate Romana. [159] In Gallaecia terraemotus, et in sole signum in ortu, quasi altero secum concertante monstratur. [160] Aetius dux et patricius fraudulenter singularis accitus intra palatium manu ipsius Valentiniani imperatoris occiditur et cum ipso per spatharium eius aliqui singulariter intromissi iugulantur honorati. [161] His gestis legatos Valentinianus mittit ad gentes, ex quibus ad Suevos venit Iustinianus.
Traduzione[157] Trentesimo anno (di regno di Valentiniano III). Nel terzo anno di regno del principe Marciano nel mese di luglio muore la regina Pulcheria. [158] A causa di Federico, re del fratello Teoderico, i Bacaudi tarragonesi sono tagliati fuori dall'autorità romana. [159] In Galizia accade un terremoto, e nel sole che nasce un segno, quasi che si mostrasse un altro sole che lotta con lui. [160] Il duca e patrizio Ezio, introdotto con l'inganno da solo nel palazzo imperiale, è ucciso per mano dello stesso imperatore Valentiniano e grazie a lui per un suo spatario, altri notabili introdotti da soli sono sgozzati. [161] Per questi fatti Valentiniano inviò legati ai popoli, tra i quali Giustiniano venne dai Suebi.
Note454 d.C.
COMPILAZIONE
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Data2011
NomeAssorati G.

data ultima modifica: 09/09/2011
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