FONTE
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AutoreUgo di San Vittore
Titolo operaDescriptio mappae mundi
Annoprima metà XII sec. d.C.
Periodoetà delle lotte per le investiture
EpocaBasso Medioevo
Noteed.: P. Gauthier-Dalché (ed.), La "Descriptio mappae mundi" de Hugues de Saint-Victor. Texte inédit avec introduction et commentaire, Parigi 1988.
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Localizzazione20
Testo originaleDe provinciis et civitatibus Italie et Grecie.
In Italia sunt prouincie: Liguria, Umbria, Tuscia, Etruria, Apulia, Campania, Calabria. Et he sunt civitates Italie: prima et precipua est Roma, que super Tyberim fluuium sita est, et in Tuscia prouincia; Beneventum; mons Cassinus; civitas Tybur. He ad septentrionem Rome sunt. Ad occidentem vero Tudertina, hec in Tuscia, et Ianua, hec in Etruria; Perusina et Centumcellis, he in Umbria; Pisa in Liguria. Ad orientalem plagam Rome est Salerna et Neapolis. In Apulia Tarentus, Brundusium, Sipontus. In Campania Luceria civitas et Capua. Item civitates Italie: Tea, Reate, Ancona, Ravenna civitas, Regium, Placentia, Papia, Mediolanus, Aquis, Augusta, Bononia. Item in Italia que quondam dicebatur Magna Grecia civitates sunt Treodenus, Vicenus, Aquileia, Alcinus.

TraduzioneSulle province e le città d’Italia e (Magna) Grecia.
In Italia ci sono le province: Liguria, Umbria, Tuscia, Etruria, Puglia, Campania, Calabria. E queste sono le città d’Italia: la prima e principale è Roma, che è posta sul fiume Tevere, e nella provincia Tuscia; Benevento; Montecassino; Tivoli. Queste sono a settentrione di Roma. Ad occidente poi Todi, questa in Tuscia, e Genova, questa in Etruria; Perugia e Centocelle (Civitavecchia), queste in Umbria; Pisa in Liguria. In direzione orientale da Roma sono Salerno e Napoli. In Puglia Taranto, Brindisi e Siponto. In Campania la città di Lucera e Capua. Altre città d’Italia: Terni, Rieti, Ancona, la città di Ravenna, Reggio (Emilia), Piacenza, Pavia, Milano, Acqui Terme, Aosta, Bologna. Poi nell’Italia che un tempo era chiamata Magna Grecia ci sono le città di Trento(?), Vicenza, Aquileia, Altino.

NoteIl testo è probabilmente la descrizione di una carta del mondo di antica tradizione se non fattura, orientata, secondo l'uso medievale, col Sud in alto. La definizione di Magna Grecia per le città venete indica l'identificazione con Venezia del legame con l'oriente Bizantino e potrebbe collocare l'originale al pieno medioevo.
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Localizzazione21
Testo originaleDe cisalpina parte Europe.
Alia pars Europe, que est inter Alpes et mare Britannicum ad occidentem, ab austro vel affrico ab Hispania in septentrionem usque ad montes Rifeos et Meotidas paludes se extendit. (…).

TraduzioneSulla parte cisalpina d’Europa.
L’altra parte d’Europa, che è tra le Alpi e il mare britannico ad occidente, e che si estende da est o africano dalla Spagna verso settentrione fino ai monti Rifei (Urali?) e alle paludi Meotidi (bocche del Danubio). (…).

NoteDal punto di vista della carta, e del descrittore, posto a Parigi, la parta al di qua delle Alpi è quella settentrionale, come presente in autori francesi già dal X sec.
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Localizzazione24
Testo originaleItem situs Italie.
Italia regio Romanorum a circio in eurum extensa habet ab affrico Tyrrenum mare et a borea Adriaticum sinum; ab occidente autem obicibus Alpium obruitur. Porro Alpes a Gallico mari super Ligustium sinum exurgentes, primum Narbonensium fines, demum vero Galliam Rethiam que secludunt, donec in sinu Liburnico defigantur. Habet etiam Italia provincias decem et octo, quarum prima Hystria nuncupatur; secunda Liguria, in qua est Mediolanum atque Papia; tertia Rethia prima, cui conectitur Rethia secunda, inter Alpes constituta. Quinta vero provincia Alpes Gothie nuncupatur, in qua Ienua civitas est sita. Sexta quoque provincia Tuscia nominatur, in qua Roma consistit, cui adiungitur Umbria, in qua est Perusium et Spoletum. Septima vero provincia Campania ab Urbe sumit initium et pertingit usque ad Siler fluvium, habet que opulentissimas urbes Capuam atque Neapolim. Octava est Lucania, cui coniungitur Britia, a Silere fluvio usque ad fretum Siculum super ora Tyrreni maris pertingens, in qua Pestum, Lanius et Regium posite sunt civitates. Nona vero provincia in Alpibus Appenninis est sita. Decima autem Emilia nominatur. Hec incipit inter Alpes Appenninas et pergit iuxta Padi fluenta uersus Ravennam, et hec locupletibus urbibus decoratur Placentia, Parma, Bononia et Cornelii Foro, quod modo Castrum Imolas appellatur. Undecima autem Flaminia vocitatur, et est inter Appenninas Alpes et mare Adriaticum posita, et in ea sita Ravenna. Duodecima vero est Picenus, habens ab austro Appenninos montes et ex altera parte Adriaticum mare, et porrigitur usque ad Piscariam. Appennine autem Alpes per mediam Italiam pergentes a Punicis, hoc est ab exercitu Hannibalis, qui per eas transitum habuit, vocitantur. Tertia decima quoque provincia Valeria nuncupatur, cui est adnexa Nursia; huius etiam pars occidua Etruria nominatur. Quarta decima vero provincia Sannium a Piscaria incipit, et inter Campaniam et mare Adriaticum pergit; huius caput est Beneventus civitas. Quinta decima autem Appulia est consociata sibi Calabria, habens opulentas urbes Luceriam, Sepontum, Kanusium, Brundusium atque Tharentum. Sexta decima vero Sicilia est, que mari Tyrreno seu Ionico alluitur. Septima decima autem Corsica est, et octaua decima Sardinia nuncupatur. Sciendum tamen est quoniam Liguriam et partem Venetie et Emiliam atque Flaminiam veteres historiographi Galliam Cisalpinam appellavere. Siquidem antiquo tempore Brennus, qui apud urbem regnabat Senonensem, cum trecentis milibus Gallorum ad Italiam venit et eam usque ad Senogalliam super mare Adriaticum sitam occupavit, et ibi ad invicem separati sunt Galli. Quorum centum milia Delphos adeuntes Grecorum gladiis perierunt, alia vero centum milia intra Greciam remanentes, primum Gallogreci a candore corporis, postea autem Galathe idem sunt appellati. Hi ergo sunt quibus scribit apostolus Paulus. Alia autem centum milia in Italia remanserunt, Tycinun que, Mediolanum, Pergamum et Brixiam construentes, Cisalpine Gallie nomen dederunt. Unde Gallia Transalpina, que ultra Alpes habetur, et Gallia Cisalpina, que infra Alpes est, vocitatur.

TraduzioneAncora sulla forma dell’Italia.
La regione Italia dei Romani aveva un’estensione per loro che all’incirca andava da est dal mare Tirreno a ovest al golfo Adriatico; inoltre da occidente era chiusa per il lungo dalla Alpi. Nello specifico le Alpi sorgono dal mare Gallico sopra il golfo Ligure, dapprima sono confine coi Provenzali, poi della Gallia Rezia che racchiudono, fino a concludersi nel golfo Liburnico. L’Italia contiene diciotto province, delle quali certo la prima è l’Istria; la seconda la Liguria, nella quale è Milano e Pavia; la terza è la Rezia prima, a cui è collegata la Rezia seconda, costituita in mezzo alle Alpi. La quinta provincia è certo quella delle Alpi Cozie, nella quale è posta la città di Genova. Poi la sesta provincia è chiamata Toscana, nella quale esiste Roma, a cui è aggiunta l’Umbria, nella quale sono Perugia e Spoleto. La settima provincia poi, la Campania, prende l’inizio dall’Urbe per arrivare fino al fiume Sele, e ha le ricchissime città di Capua e Napoli. L’ottava è la Lucania, a cui è congiunto i Bruzzi, dal fiume Sele fino allo stretto siculo sulle coste che toccano il mare Tirreno, nella quale sono site le città di Pestum, Lauria(?) e Reggio (Calabria). La nona provincia è posta nelle Alpi Appennini. Poi la decima è chiamata Emilia. Questa comincia tra le Alpi e gli Appennini e si allunga fino al Po che scorre verso Ravenna, e questa è decorata dalle splendide città di Piacenza, Parma, Bologna e Foro di Cornelio, che per via del castello è chiamata Imola. L’undicesima poi si dice la Flaminia, ed è posta tra gli Appennini Alpi e il mare Adriatico, e in essa è posta Ravenna. La dodicesima inoltre è il Piceno, che a oriente ha i monti Appennino e dall’altra parte il mare Adriatico e si dilunga fino a Pescara. E le Alpi Appennini in mezzo all’Italia furono percorse dai Punici, cioè dall’esercito di Annibale, il quale per esse transitò, come si dice. La tredicesima provincia è certo la Valeria, a cui è annessa la Norcia; di queste poi la parte occidentale è nominata Etruria. La quattordicesima provincia poi, il Sannio, inizia da Pescara, e si dilunga tra la Campania e il mare Adriatico; di questa il capoluogo è la città di Benevento. La quindicesima è la Puglia, a cui è consociata la Calabria, e che possiede le opulente città di Luceria, Siponto, Canosa, Brindisi e Taranto. La sedicesima invero è la Sicilia, che si dipana sul mare Tirreno e quello Ionico. La diciassettesima è la Corsica, e la diciottesima è certo la Sardegna. È da sottolineare tuttavia che la Liguria e parte del Veneto e l’Emilia e la Flaminia gli antichi storiografi chiamavano Gallia Cisalpina: sin da quando nei tempi antichi Brenno, che regnava presso la città dei Senoni, con trecento soldati Galli venne in Italia e la percorse fino Senigallia, posta sul mare Adriatico, che occupò, e da lì i Galli sono separati dagli altri. Dei quali centomila perirono a Delfi incrociando le spade dei Greci, e altri centomila rimasero tra i Greci, dapprima chiamati Gallogreci per il biancore dei corpi, ma poi gli stessi Galati. Questi dunque sono quelli a cui scrisse l’apostolo Paolo. Altri centomila poi rimasero in Italia, e costruirono Ticinum (Pavia), Milano, Bergamo e Brescia, e diedero il nome di Gallia Cisalpina. Da cui si dice Gallia Transalpina, che è oltre le Alpi, e Gallia Cisalpina, che è al di qua delle Alpi.

NoteQuesto lungo capitolo è invece evidentemente desunto da cataloghi provinciali e da testi storici che descrivono fatti della Roma repubblicana, ormai considerati tradizione dell'Europa, e la divisione amministrativa dell'Italia della tarda antichità (III-VI sec.), sempre meno compresa nel corso del tempo, anche se in parte utilizzata nelle divisioni ecclesiastiche.
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Data2011
NomeAssorati G.

data ultima modifica: 24/08/2011
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