FONTE
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AutoreStazio
Titolo operaThebais
Anno92 d.C.
Periodoetà dei flavi
EpocaAlto Imperiale
Noteed.: A. Traglia, G. Aricò (a cura di), Opere di Publio Papinio Stazio, Torino 1980 (trad. dei curatori).
PASSO
LocalizzazioneXII, vv. 411-419
Testo originaleHuc lacerus artus socio conamine portant / invalidae, iungitque comes non fortiior ulnas. / Sic Hyperionium tepido Phaethonta sorores / fumantem lavere Pado; vixdum ille sepulcro / conditus, et flentes stabant ad flumina silvae. / Ut sanies purgata vado membrisque reversus / mortis honos, ignem miserae post ultima quaerunt / oscula; sed gelidae circum exanimesque favillae / putribus in foveis, atque omnia busta quiescunt.
TraduzioneQui le deboli donne, con uno sforzo comune, trascinano il corpo straziato; il compagno, non più forte di loro, unisce le sue braccia. Così nelle tiepide acque del Po le sorelle di Fetonte, il figlio di Iperione, lavarono il suo corpo ancora fumante, e l'avevano appena riposto nella tomba che già si ergevano, selva piangente, sulle rive del fiume. Appena le acque detersero il sangue e il corpo riacquistò la serena dignità della morte, le sventurate, dopo gli ultimi baci, cercano il fuoco; ma nelle fosse ormai polverose la cenere è fredda e spenta, tutti i roghi sono estinti.
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Data2011
NomeAssorati G.

data ultima modifica: 30/08/2011
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