PERSONAGGIO
PERSONAGGIO STORICO
Nome sceltoGalla Placidia
Dati anagraficica. 390-450 d.C.
Nome estesoAelia Galla Placidia
Luogo di nascitaCostantinopoli
Data di nascita390 ca. d.C.
Luogo di morteRoma
Data di morte27 novembre 450 d.C.
QualificaImperatore
Note biografichePrincipessa porfirogenita in quanto figlia degli imperatori Teodosio e Galla, nasce a Costantinopoli attorno al 390 e sin da bambina è al centro della politica matrimoniale della corte imperiale: a circa 10 anni è promessa di Eucherio, figlio del potente generale Stilicone, nel 410 è a Roma durante il sacco dei Visigoti e, presa prigioniera, verrà sposata dal re Ataulfo a Narbona nel 414 diventando da ostaggio la regina dei Visigoti, ma nel frattempo sarà promessa sposa al generale Costanzo, stretto collaboratore dell’imperatore d’Occidente Onorio. Negli anni successivi la regina diventerà imperatrice: dopo aver perso il figlio Teodosio appena nato a Barcellona nel 415, tornerà ad essere ostaggio dei Visigoti dopo l’omicidio di Ataulfo, per poi essere ceduta ai Romani per diventare la moglie di Costanzo, che nel 421 diventerà l’imperatore Costanzo III. Il matrimonio si celebra a Ravenna dove Galla è giunta, probabilmente per la prima volta, nel 417: lì nascono i suoi figli Giusta Grata Onoria e Placido Valentiniano. Da Ravenna Galla Placidia dovette tornare a Costantinopoli per la morte del marito nel 421 e crescente tensione della corte di Onorio: nella sua città natale assiste così alla nomina di suo figlio a cesare e lo accompagna a Ravenna come tutrice nella vittoriosa campagna organizzata dall'imperatore d'Oriente Teodosio II tra 424 e 425. Importanti in questi anni la residenza ad Aquileia, base dei legami con l'alto Adriatico, e la visita trionfale a Roma nel tardo 425, dove Valentiniano III viene eletto imperatore. Nominata augusta, torna così alla corte occidentale da reale dominatrice: se già come moglie di Costanzo III aveva fatto pesare la sua personalità, da reggente può esprimere la sua visione della corte e della presenza imperiale. Approfittando anche della presenza ancora recente della corte in città può così farsi protagonista dei cambiamenti che faranno assumere a Ravenna l’aspetto di capitale: ancora oggi, nonostante la continua vitalità e le variazioni del tempo, le chiese di S. Giovanni Evangelista, di S. Croce, e soprattutto i mosaici del c.d. mausoleo di Galla Placidia, testimoniano l’incidenza della sua azione, volta all’esaltazione del cristianesimo e del potere imperiale con forme nuove, ancora evidenti nel mosaico e nelle architetture, ma senza dimenticare la cultura classica di cui era imbevuta. Le sue committenze spaziano in tutti i campi, coinvolgendo anche il palazzo imperiale e diverse località del territorio circostante Ravenna, fino a Rimini e oltre. Il suo governo è indirizzato al mantenimento di buoni rapporti con l'Oriente, anche per l'aiuto militare ricevuto, e al rafforzamento della Chiesa cattolica in Occidente come base della stabilità e dell'unità sociale dell'impero d'Occidente, sempre più minacciato dalle divisioni interne e dall'indipendenza territoriale dei barbari. La divisione partiva dalle più alte cariche dello stato: esso infatti, fortemente militarizzato a causa della continua presenza di nemici interni ed esterni all'impero, era dominato dalle lotte per il predominio tra diversi generali, in particolare Felice, Bonifacio, Aspar ed Ezio, che nel 435 ne uscirà vincitore. Nel 437, al raggiungimento dell'età adulta da parte di Valentiniano, Galla Placidia cede la tutela organizzando il futuro e la stabilità della dinastia, tramite il matrimonio del figlio con Licinia Eudossia, figlia di Teodosio II. Ma gli anni successivi sono segnati da insuccessi e scontri ancora più forti: la sempre maggiore forza di Ezio a corte, la perdita dell'Africa per opera dei Vandali, l'ascesa degli Unni fino al controverso episodio della breve prigionia della principessa Onoria, la lotta religiosa con l'Oriente, dove il monofisismo aveva successo anche a corte, avvilirono gli ultimi anni di vita e potere dell'augusta, referente sempre protagonista per il figlio imperatore, quanto collaboratrice per i papi a Roma. Nell'Urbe si trova nel 450, a traslare da Barcellona i resti dell'indimenticato primogenito, dove poi la coglie la morte in novembre e dove viene sepolta nel mausoleo dinastico dei teodosidi, la cappella di S. Petronilla presso S. Pietro.
COMPILAZIONE
COMPILAZIONE
Data2011
NomeAssorati G.

data ultima modifica: 22/01/2012
personaggio storico

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