FONTE
FONTE
AutoreSvetonio
Titolo operaDe vita Caesarum
Anno122 ca. d.C.
Periodoetà degli imperatori adottivi
EpocaAlto Imperiale
Noteed.: http://www.thelatinlibrary.com/suet.html (vedere anche: http://www.thelatinlibrary.com/cred; trad.: G. Gaggero (a cura di), Vite dei dodici Cesari, Milano 1994).
PASSO
LocalizzazioneDivus Iulius 22.1
Testo originaleSocero igitur generoque suffragantibus ex omni provinciarum copia Gallias potissimum elegit, cuius emolumento et oportunitate idonea sit materia triumphorum. Et initio quidem Galliam Cisalpinam Illyrico adiecto lege Vatinia accepit; mox per senatum Comatam quoque, veritis patribus ne, si ipsi negassent, populus et hanc daret.
TraduzioneQuindi, con l'appoggio del suocero e del genero [Lucio Calpurnio Pisone e Gneo Pompeo], scelse fra tutte le province le Gallie [Cisalpina e Narbonese – Comata], stimando di trovarvi le risorse necessarie e le occasioni favorevoli per ricavarne dei trionfi. Dapprima ebbe la Gallia Cisalpina e l'Illirico, aggiunto a quella in base alla legge Vatinia, poi ottenne dal senato anche la Comata, temendo i padri che, se gliel'avessero rifiutata, l'avrebbe ugualmente ottenuta dal popolo.
Note59 a.C.
PASSO
LocalizzazioneDivus Iulius 29-30.2
Testo originale(29) [1] Commotus his Caesar ac iudicans, quod saepe ex eo auditum ferunt, difficilius se principem civitatis a primo ordine in secundum quam ex secundo in novissimum detrudi, summa ope restitit, partim per intercessores tribunos, partim per Servium Sulpicium alterum consulem. Insequenti quoque anno Gaio Marcello, qui fratri patrueli suo Marco in consulatu successerat, eadem temptante collegam eius Aemilium Paulum Gaiumque Curionem violentissimum tribunorum ingenti mercede defensores paravit. [2] Sed cum obstinatius omnia agi videret et designatos etiam consules e parte diversa, senatum litteris deprecatus est, ne sibi beneficium populi adimeretur, aut ut ceteri quoque imperatores ab exercitibus discederent; confisus, ut putant, facilius se, simul atque libuisset, veteranos convocaturum quam Pompeium novos milites. Cum adversariis autem pepigit, ut dimissis octo legionibus Transalpinaque Gallia duae sibi legiones et Cisalpina provincia vel etiam una legio cum Illyrico concederetur, quoad consul fieret. (30) [1] Verum neque senatu interveniente et adversariis negantibus ullam se de re publica facturos pactionem, transiit in citeriorem Galliam, conventibusque peractis Ravennae substitit, bello vindicaturus si quid de tribunis plebis intercedentibus pro se gravius a senatu constitutum esset. [2] Et praetextum quidem illi civilium armorum hoc fuit; causas autem alias fuisse opinantur. Gnaeus Pompeius ita dictitabat, quod neque opera consummare, quae instituerat, neque populi expectationem, quam de adventu suo fecerat, privatis opibus explere posset, turbare omnia ac permiscere voluisse. Alii timuisse dicunt, ne eorum, quae primo consulatu adversus auspicia legesque et intercessiones gessisset, rationem reddere cogeretur.
Traduzione(29) [1] Cesare, preoccupato per questo e ritenendo, secondo quanto riferiscono che ripeteva spesso, che sarebbe stato più difficile scalzarlo al secondo posto fra i cittadini, mentre era il primo, che poi dal secondo all'ultimo, si oppose con tutte le forze, in parte grazie al veto dei tribuni, in parte con l'aiuto dell'altro console Servio Sulpicio. E anche l'anno successivo, rinnovando lo stesso tentativo Gaio Marcello, che era succeduto nel consolato al cugino Marco, Cesare, per mezzo di ingenti somme di denaro, si procurò come difensori il collega di quello, Emilio Paolo, e Gaio Curione, il più violento dei tribuni. [2] Ma vedendo che ci si accaniva con ancor maggiore ostinazione contro di lui, e che anche i consoli designati erano del partito avverso, scrisse al senato scongiurandolo che non gli fosse tolto un beneficio accordatogli dal popolo, oppure che anche gli altri generali lasciassero i loro comandi; era convinto, si pensa, che fosse più facile a lui radunare i suoi veterani, quando lo volesse, che a Pompeo arruolare nuove truppe. Offrì d'altra parte ai suoi avversari di congedare otto legioni e di abbandonare la Gallia Transalpina, in cambio della possibilità di tenere due legioni e la provincia Cisalpina, oppure una legione e l'Illirico, fino al momento di diventare console. (30) [1] Ma poiché il senato non interveniva, e i suoi avversari si rifiutavano di stipulare con lui alcun accordo in relazione agli affari dello stato, passò nella Gallia Citeriore e, dopo avervi tenute le assise, si fermò a Ravenna, deciso a vendicarsi con le armi se il senato avesse preso delle misure troppo severe contro i tribuni della plebe che esercitavano il diritto di veto in suo favore. [2] E questo fu il suo pretesto per l'inizio della guerra civile; ma si pensa che altre siano state le cause di essa. Gneo Pompeo ripeteva in continuazione che Cesare aveva voluto sconvolgere e rivoluzionare ogni cosa, poiché non poteva portare a compimento le costruzioni da lui avviate, né soddisfare a sue spese le aspettative popolari suscitate in previsione del suo ritorno.
NoteDicembre 50 a.C.
PASSO
LocalizzazioneDivus Iulius 31-33
Testo originale(31) Cum ergo sublatam tribunorum intercessionem ipsosque urbe cessisse nuntiatum esset, praemissis confestim clam cohortibus, ne qua suspicio moveretur, et spectaculo publico per dissimulationem interfuit et formam, qua ludum gladiatorium erat aedificaturus, consideravit et ex consuetudine convivio se frequenti dedit. Dein post solis occasum mulis e proximo pistrino ad vehiculum iunctis occultissimum iter modico comitatu ingressus est; et cum luminibus extinctis decessisset via, diu errabundus tandem ad lucem duce reperto per angustissimos tramites pedibus evasit. Consecutusque cohortis ad Rubiconem flumen, qui provinciae eius finis erat, paulum constitit, ac reputans quantum moliretur, conversus ad proximos: «etiam nunc», inquit, «regredi possumus; quod si ponticulum transierimus, omnia armis agenda erunt».
(32) Cunctanti ostentum tale factum est. Quidam eximia magnitudine et forma in proximo sedens repente apparuit harundine canens; ad quem audiendum cum praeter pastores plurimi etiam ex stationibus milites concurrissent interque eos et aeneatores, rapta ab uno tuba prosilivit ad flumen et ingenti spiritu classicum exorsus pertendit ad alteram ripam. Tunc Caesar: «eatur», inquit, «quo deorum ostenta et inimicorum iniquitas vocat. Iacta alea est», inquit.
(33) Atque ita traiecto exercitu, adhibitis tribunis plebis, qui pulsi supervenerant, pro contione fidem militum flens ac veste a pectore discissa invocavit. Existimatur etiam equestres census pollicitus singulis; quod accidit opinione falsa. Nam cum in adloquendo adhortandoque saepius digitum laevae manus ostentans adfirmaret se ad satis faciendum omnibus, per quos dignitatem suam defensurus esset, anulum quoque aequo animo detracturum sibi, extrema contio, cui facilius erat videre contionantem quam audire, pro dicto accepit, quod visu suspicabatur; promissumque ius anulorum cum milibus quadringenis fama distulit.

Traduzione(31) Dunque, quando Cesare fu avvertito che era stato respinto il veto dei tribuni, e che gli stessi avevano abbandonato l'Urbe, mandate immediatamente innanzi di nascosto le coorti, per non destare sospetti e allo scopo di trarre in inganno partecipò a uno spettacolo pubblico, esaminò il progetto di una scuola di gladiatori che voleva costruire, e pranzò come di consueto in numerosa compagnia. Poi, dopo il tramonto, aggiogati a un carretto dei muli di un vicino mulino, si avviò nel massimo segreto e con una scorta limitata; ma, perduta la strada per essersi spente le lampade, errò a lungo finché all'alba, trovata una guida, giunse a piedi alla meta attraverso sentieri strettissimi. Raggiunte le coorti presso il fiume Rubicone, che costituiva il confine della sua provincia, si fermò un momento, e meditando sull'importanza della sua impresa, disse rivolto al suo seguito: «Adesso possiamo ancora tornare indietro; ma se passeremo il ponticello, tutto dovrà essere deciso con le armi».
(32) Mentre ancora esitava, avvenne il seguente prodigio. Apparve improvvisamente, sedendosi vicino e suonando il flauto, un uomo di statura e bellezza straordinarie; essendo accorsi a sentirlo dei pastori e anche numerosi soldati delle postazioni vicine, fra cui dei trombettieri, egli, presa la tromba a uno di questi, si slanciò verso il fiume e, suonato con formidabile vigore il segnale d'attacco, passò sull'altra riva. Allora Cesare disse: «Andiamo dove ci chiamano i prodigi degli dei e l'ingiustizia dei nemici. Il dado è tratto!».
(33) E fatto passare così l'esercito, accolti i tribuni della plebe che erano giunti da lui dopo essere stati scacciati da Roma, davanti alle truppe schierate in assemblea invocò piangendo e strappandosi le vesti dal petto. Si dice che abbia allora promesso a tutti il censo equestre; ma ciò fu il risultato di un equivoco. Infatti, mentre parlava ed esortava, mostrò più volte l'anulare della mano sinistra, dichiarando che per soddisfare coloro che stavano per difendere la sua dignità, di buon animo si sarebbe privato persino dell'anello; allora i soldati delle ultime file, per i quali era più facile vedere l'oratore che sentire le parole, credettero che egli avesse detto quello che il suo gesto sembrava suggerire, e si diffuse perciò la fama che avesse promesso a tutti il diritto di portare l'anello e quattrocentomila sesterzi.

NoteGennaio 49 a.C.
PASSO
LocalizzazioneDivus Augustus 20
Testo originaleExterna bella duo omnino per se gessit, Delmaticum adulescens adhuc, et Antonio devicto Cantabricum. Delmatico etiam vulnera excepit, una acie dextrum genu lapide ictus, altera et crus et utrumque brachium ruina pontis consauciatus. Reliqua per legatos administravit, ut tamen quibusdam Pannonicis atque Germanicis aut interveniret aut non longe abesset, Ravennam vel Mediolanium vel Aquileiam usque ab urbe progrediens.
TraduzioneCondusse di persona due sole guerre esterne, quella di Dalmazia mentre era ancora adolescente, e quella di Cantabria dopo la vittoria su Antonio. Durante la guerra di Dalmazia ricevette anche delle ferite, una in battaglia, colpito da una pietra al ginocchio destro, l'altra in occasione del crollo di un ponte quando fu ferito a una gamba e a entrambe le braccia. Le altre guerre le condusse per mezzo di legati, sebbene sia intervenuto di persona o abbia seguito da presso le operazioni durante alcune campagne in Pannonia e in Germania, spingendosi dall'Urbe fino a Ravenna, a Milano e ad Aquileia.
Note14 a.C. - 9 d.C.
PASSO
LocalizzazioneDivus Augustus 49
Testo originale[1] Ex militaribus copiis legiones et auxilia provinciatim distribuit, classem Miseni et alteram Ravennae ad tutelam Superi et Inferi maris conlocavit, ceterum numerum partim in urbis partim in sui custodiam adlegit dimissa Calagurritanorum manu, quam usque ad devictum Antonium, item Germanorum, quam usque ad cladem Varianam inter armigeros circa se habuerat. Neque tamen umquam plures quam tres cohortes in urbe esse passus est easque sine castris, reliquas in hiberna et aestiva circa finitima oppida dimittere assuerat. [2] Quidquid autem ubique militum esset, ad certam stipendiorum praemiorumque formulam adstrinxit definitis pro gradu cuiusque et temporibus militiae et commodis missionum, ne aut aetate aut inopia post missionem sollicitari ad res novas possent. Utque perpetuo ac sine difficultate sumptus ad tuendos eos prosequendosque suppeteret, aerarium militare cum vectigalibus novis constituit. [3] Et quo celerius ac sub manum adnuntiari cognoscique posset, quid in provincia quaque gereretur, iuvenes primo modicis intervallis per militaris vias, dehinc vehicula disposuit. Commodius id visum est, ut qui a loco idem perferunt litteras, interrogari quoque, si quid res exigant, possint.
Traduzione[1] Riguardo alle forze militari, distribuì nelle province le legioni e le truppe ausiliarie e stanziò per la difesa dei mari Superiore e Inferiore una flotta a Miseno e un'altra a Ravenna; le altre truppe le pose parte a difesa dell'Urbe, parte come guardia personale, dopo aver congedato la schiera dei Calagurritani, che aveva tenuto con sé fino alla sconfitta di Antonio, e poi quella dei Germani, che aveva tenuto invece fra le altre guardie del corpo fino alla disfatta di Varo. Tuttavia non tollerò mai che nell'Urbe vi fossero più di tre coorti, e anch'esse senza accampamenti fissi, mentre era solito inviare le altre nei loro quartieri invernali ed estivi presso le città vicine. [2] Per tutte le truppe, dovunque fossero stanziate, regolò d'altra parte in modo stabile gli stipendi e i premi, avendoli definiti in base al grado, alla durata del servizio e ai vantaggi connessi con il congedo, affinché i soldati, dopo essere stati congedati, non potessero esser indotti alla rivolta a causa dell'età o della miseria. E per poter sempre procurare in futuro senza difficoltà il denaro necessario per mantenere e ricompensare le truppe, costituì per mezzo di nuove imposte un erario militare. [3] Per poter essere più rapidamente e più facilmente avvertito e informato di ciò che avveniva in ciascuna provincia, dispose lungo le vie militari, in punti poco distanti l'uno dall'altro, dapprima dei gruppi di giovani, in seguito alcuni veicoli. Quest'ultimo metodo apparve più pratico, poiché, se sono sempre le stesse persone che, per tutto il tragitto, portano le lettere da una località, esse possono essere anche interrogate a voce in caso di necessità.
NoteInsediamento della flotta a Ravenna: dopo il 30 a.C.; disastro di Varo: 9 d.C.; il par. 3 descrive l'istituzione del "cursus publicus" e delle stazioni di posta e cambio cavalli.
PASSO
LocalizzazioneTiberius 20
Testo originaleA Germania in urbem post biennium regressus triumphum, quem distulerat, egit prosequentibus etiam legatis, quibus triumphalia ornamenta impetrarat. Ac prius quam in Capitolium flecteret, descendit e curru seque praesidenti patri ad genua summisit. Batonem Pannonium ducem ingentibus donatum praemiis Ravennam transtulit, gratiam referens, quod se quondam cum exercitu iniquitate loci circumclusum passus esset evadere. Prandium dehinc populo mille mensis et congiarium trecenos nummos viritim dedit. Dedicavit et Concordiae aedem, item Pollucis et Castoris suo fratrisque nomine de manubiis.
TraduzioneRientrato due anni dopo dalla Germania nell'Urbe, celebrò il trionfo che aveva differito, facendosi accompagnare anche dai suoi legati, per i quali aveva ottenuto gli ornamenti trionfali. Prima di dirigersi verso il Campidoglio, scese dal carro e si inginocchiò dinanzi a suo padre, che presiedeva la cerimonia. Stabilì a Ravenna Batone, capo dei Pannoni, dopo avergli concesso magnifici doni, come riconoscenza per averlo una volta lasciato fuggire con l'esercito, quando era rimasto chiuso in una angusta località. Offrì quindi al popolo un banchetto con mille mense e un congiario di trecento sesterzi a testa. Con il ricavato della preda, a nome suo e di suo fratello [Nerone Claudio Druso maggiore] dedicò poi un tempio alla Concordia e uno a Polluce e Castore.
Note11 d.C.; la rivolta dei Pannoni risale all'8 d.C.
COMPILAZIONE
COMPILAZIONE
Data2011
NomeAssorati G.

data ultima modifica: 11/07/2011
fonte

Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione, propri e di terze parti.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso consulta l'informativa. Proseguendo la navigazione nel sito o cliccando su chiudi acconsenti all'uso dei cookie.

Questo sito web è conforme alla normativa sull'uso dei cookie.
Per fornire in modo efficace  i nostri servizi e per abilitare determinate funzionalità, installiamo sul tuo dispositivo dei piccoli file di testo che si chiamano "cookie". I cookie vengono memorizzati sul tuo dispositivo per essere poi ritrasmessi al Sito alla tua successiva visita.  Un cookie non può richiamare nessun altro dato dal disco fisso dell'utente né trasmettere virus informatici o acquisire indirizzi email. Ogni cookie è unico per il web browser dell'utente.
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione e a fini pubblicitari. Il sito consente invece l'installazione di cookie da sistemi di terze parti.
Se vuoi saperne di più sull'utilizzo dei cookie nel sito e leggere come disabilitarne l'uso, leggi interamente questa informativa estesa sull'uso dei cookie.

TIPI DI COOKIE CHE UTILIZZA IL SITO

Cookie indispensabili e funzionali

Questi cookie, definiti "cookie tecnici", sono essenziali al fine di consentire di navigare nel sito ed utilizzare appieno le sue caratteristiche. Senza questi cookie alcuni servizi necessari non possono essere fruiti. Verranno quindi sempre utilizzati e inviati, a meno che l'utente non modifichi le impostazioni nel proprio browser (leggi più avanti tutte le indicazioni su come fare). Navigando su questo sito, accetti di fatto che tali cookie possano essere installati sul tuo dispositivo.
Ai sensi dell'articolo 122, comma 1, del Codice della privacy (nella formulazione vigente a seguito della entrata in vigore del d.lgs.69/2012) i cookies "tecnici" possano essere utilizzati anche in assenza del consenso dell'interessato. L'organismo europeo che riunisce tutte le Autorità Garanti per la privacy dei vari Stati Membri (il c.d. Gruppo "Articolo 29" ) ha chiarito nel Parere 4/2012 (WP194) intitolato "Esenzione dal consenso per l'uso dei cookies" quali sono le tipologie di cookie per i quali non è necessario acquisire il consenso preventivo e informato dell'utente:
1) cookies con dati compilati dall'utente (identificativo di sessione), della durata di una sessione o cookies persistenti limitatamente ad alcune ore in taluni casi;
2) cookies per l'autenticazione, utilizzati ai fini dei servizi autenticati, della durata di una sessione;
3) cookies di sicurezza incentrati sugli utenti, utilizzati per individuare abusi di autenticazione, per una durata persistente limitata;
4) cookies di sessione per lettori multimediali, come i cookies per lettori "flash", della durata di una sessione;
5) cookies di sessione per il bilanciamento del carico, della durata di una sessione;
6) cookies persistenti per la personalizzazione dell'interfaccia utente, della durata di una sessione (o poco più);
7) cookies per la condivisione dei contenuti mediante plug-in sociali di terzi, per membri di una rete sociale che hanno effettuato il login.

Cookie di terze parti

Nel corso della navigazione sul sito potresti ricevere sul tuo dispositivo anche cookie che integrano funzionalità sviluppate da terzi come le icone e le condivisioni dei contenuti sui social network  o l'uso di servizi software di terze parti (come i software che generano le mappe e ulteriori software che offrono dei servizi aggiuntivi). Questi cookie sono inviati da domini di terze parti e da siti partner che offrono le loro funzionalità tra le pagine del sito. In altre parole, detti cookies sono impostati direttamente da gestori di siti web o server diversi dal sito.
Questo tipo di cookie ricadono sotto diretta e esclusiva responsabilità della stessa terza parte.
L'Utente è quindi invitato a consultare le informazioni sulla privacy e sull'utilizzo di cookie di terze parti direttamente sul sito internet dei rispettivi gestori, di seguito elencati.

COME DISABILITARE I COOKIE

Puoi negare il consenso all'utilizzo dei cookie selezionando l'impostazione appropriata sul tuo browser.  
Si forniscono di seguito i link che spiegano come disabilitare i cookie per i browser più diffusi (per altri browser eventualmente utilizzati suggeriamo di cercare questa opzione nell'help del software).
Internet Explorer, Google Chrome, Mozilla Firefox, Opera, Apple Safari 

Per cancellare cookie già memorizzati sul dispositivo

Anche se viene revocata l'autorizzazione all'utilizzo di cookie di terze parti, prima di tale revoca i cookie potrebbero essere stati memorizzati sul dispositivo dell'utente. Per motivi tecnici non è possibile cancellare tali cookie, tuttavia il browser dell'utente consente la loro eliminazione tra le impostazioni sulla privacy. Le opzioni del browser contengono infatti l'opzione 'Cancella dati di navigazione' che può essere utilizzata per eliminare i cookies, dati di siti e plug-in.