via Vittorio Veneto
Ponte dell'Olio (PC)
Data di costruzione / dismissione: 1895 - 1958
A Ponte dell’Olio, nella Val Nure, intorno al 1895 la società ‘Fornace di Calce Val Nure Vincenzo Ghizzoni e soci’ costruì una prima fornace a fiamma lunga per la produzione di calce viva in zolle. L’incarico venne affidato al capomastro Emilio Rossi che divenne anche socio di Vincenzo Ghizzoni. Quando la società decise di realizzare una seconda fornace affidò la direzione tecnica al garibaldino Carlo Carenzi, che si recò ad Ottone, in Val Trebbia, dove esistevano impianti simili, per trarne indicazioni utili alla costruzione. La seconda fornace venne quindi edificata in un fusto ellittico incorporato alla prima che aveva un forno più grande e quattro camere da fuoco, diventate tre a seguito della realizzazione della seconda che aveva un forno più piccolo e due camere da fuoco. La struttura muraria fu realizzata con un rivestimento esterno in pietra, rinforzato da cerchiature in ferro, un’intercapedine isolante in sabbia e un rivestimento interno in laterizio refrattario; al piano superiore un camminamento in legno dava accesso agli invasi di calce mentre al piano inferiore erano poste le strutture di scarico dei fusti. L’impianto, dotato complessivamente di dieci forni distribuiti in cinque fusti, venne ultimato intorno al 1923 e la conduzione affidata al giovane Giovanni Rossi, figlio di Emilio. Accanto alle fornaci, nel 1910, fu inoltre costruito il magazzino per la calce. Il complesso produttivo comprendeva anche una fornace per laterizi con forno circolare, oltre a una villa, residenza di Giovanni Rossi, una serra e un giardino. In seguito diminuì la richiesta di calce viva, due fusti vennero abbattuti e con loro il forno per fare il pane degli operai. I forni venivano alimentati a legna, lignite o carbone e caricati dall’alto con il sasso calcareo raccolto nel Nure, nelle miniere che si trovavano nei pressi del paese oppure nelle località vicine. Per portare la calce da queste località alle fornaci, nel 1939, venne costruita una teleferica, dismessa nel 1954. Nel 1946 la società cambiò nome in ‘CementiRossi’ e proseguì le proprie attività sino al 1958, anno della definitiva chiusura dell'impianto. La struttura di Ponte dell’Olio, di proprietà comunale dal 2001, accoglie le tre fornaci superstiti e il magazzino per la calce, ceduto dalla famiglia Rossi nel 1998, diventato sede degli uffici comunali. Dopo un lungo periodo di abbandono il complesso, dichiarato di interesse culturale nel 1996, è stato oggetto di un intervento di recupero, al termine del quale è stato destinato a diventare sede di attività culturali.