Teatro Vittoria - Pennabilli

Elementi caratterizzanti
Dati tecnici
pianta a ferro di cavallo con palchetti
152 posti
profondità 10,20 larghezza 5,40 h 5,50
1985-2000
Pubblicazioni e Cataloghi
F. Battistelli, I teatri storici della provincia di Pesaro e Urbino, in: Teatri delle terre di Pesaro e Urbino, a cura di F. G. Motta, Milano 1997, p. 162-163;
Il teatro nelle Marche: architettura, scenografia e spettacolo, a cura di Fabio Mariano, Fiesole (Firenze) 1997, p. 81, 178, 180.
Palazzo Fuffi
Piazza Mastini
Pennabilli (RN)
ER Cultura - Teatri e sedi

Fondazione: XX (1900-1999)
Il noto censimento ministeriale post unitario, redatto nel 1868, rilevò a Pennabilli un ‘Teatro dei Condomini’, non più esistente. Pare si trattasse di un semplice salone, posto all'interno della sede municipale, destinato alle rappresentazioni delle filodrammatiche locali, risalente al 1832 (si veda: Teatro nelle Marche: architettura, scenografia e spettacolo, a cura di Fabio Mariano, p. 178).
L’attuale sede teatrale denominata ‘Vittoria’ risale ai primi anni Venti del Novecento. Si deve infatti all’iniziativa di 33 famiglie pennesi, riunite all’uopo in un comitato, la realizzazione di questo teatro, ricavato tra il 1922 e il 1923 all'interno del quattrocentesco Palazzo Fuffi. Lo storico edificio, gravemente lesionato dal terremoto del 29 giugno 1919, era stato precedentemente utilizzato come caserma e come scuola elementare. Il concorso di queste famiglie risultò determinante ai fini della completa ristrutturazione e riqualificazione dell’immobile, dando avvio alle opere necessarie alla nuova destinazione d’uso. Dell’antico palazzo si conserva il bel portale ad arco decorato a bugne, che attualmente rappresenta l’ornamento dell'avancorpo che contiene il foyer, arredato recentemente dal poeta e sceneggiatore Tonino Guerra. Il portale d’ingresso è sovrastato da una cimasa con la scritta ‘Ostium non hostium’ (letteralmente ‘entrata non dei nemici’ quindi degli amici). La facciata, nel suo insieme, risulta molto semplice, col tetto a doppio spiovente è scandita da specchiature ed è priva di particolari ornamenti.
La sala teatrale, approntata al tempo da un gruppo di artigiani locali, coadiuvati dal Genio Civile, presenta una pianta con andamento ad U, circondata da tre ordini di palchi (48 in totale), con solai in legno e balaustre a fascia dipinte a tempera.
L’apparato decorativo della sala teatrale è da ascrivere a Oreste Mazzoni, all'epoca segretario comunale, oltre che pittore nonché poeta, ed al di lui genero Cornelio Francioni. Prestandosi gratuitamente, essi concepirono decori in stile Novecento, in cui si ravvisano elementi di gusto tardo Liberty e influssi Art Deco, resi evidenti dalla rigida impostazione geometrica dei moduli decorativi e delle figure. Interamente giocata su toni pastello del giallo e dell’azzurro, la decorazione presenta, sulla fascia dei palchi di secondo ordine, regolari specchiature con uno stemma centrale inserito in una ghirlanda affiancata da iris, mentre il palco centrale, dalla balaustra lievemente convessa, presenta una figura allegorica della Comunità con i due castelli di Penna e di Billi sullo sfondo. Sulla sovrastante fascia decorativa dei palchi del terzo ordine figura una finta cornice a dentelli, recante nel fregio una sequenza di aquile ad ali aperte e, nel palco centrale, lo stemma di Casa Savoia, affiancato da leoni e bandiere. La decorazione continua sull’arco di proscenio, i cui palchi presentano sul fronte i ritratti di Dante e Manzoni inscritti in una corona d’alloro, mentre al centro, in alto, è dipinto un medaglione con una figura femminile a mezzobusto, tra mazzi floreali di iris e margherite. Sul velario figura una grande lira stilizzata attraversata, in prossimità dell’arcoscenico, da una fascia decorata con festoni e putti danzanti, mentre in corrispondenza della curvatura dei palchi sono raffigurate le nove Muse. Sopra l'architrave del boccascena, ai lati dello stemma comunale di Pennabilli, sta infine la scritta 'Amor civium / decus patriae', ossia ‘amore dei cittadini / decoro della patria’.
Nel foyer fiancheggiano l’entrata alla platea due pannelli dipinti recentemente dal poeta e sceneggiatore Tonino Guerra il quale, dopo aver a lungo soggiornato a Roma dove ha lavorato con i maggiori registi del cinema italiano, dal 1989 ha scelto Pennabilli come patria d’elezione.
Al palcoscenico, ampliato con i recenti restauri, dà accesso un secondo portale a bugnato, posto su un fianco dell’edificio, con mensola recante l'iscrizione 'Fuffius' che ne ricorda l'antica origine.
Dalla sua fondazione il teatro è stato centro di un’intensa attività, documentata dai registri degli spettacoli e delle operette messe in scena, che tuttora si conservano presso il locale archivio. E' inoltre documentata la modalità relativa ai sorteggi mediante i quali venivano assegnati i palchi ai cittadini. Sono andati purtroppo perduti gli scenari e gli arredi originali. Nel secondo dopoguerra il teatro è stato prevalentemente utilizzato come sala cinematografica e locale da ballo, poi inesorabilmente ha ceduto al degrado, fino alla forzata chiusura negli anni Settanta. Le indispensabili opere di recupero dell’edificiovengono avviate a partire dal 1985, scongiurandone la definitiva perdita, ricostruendo in primo luogo il tetto ormai pericolante. Il completamento delle opere di restauro, realizzate successivamente, hanno reso possibile la riapertura del teatro al pubblico nel marzo del 2000, l’inaugurazione ufficiale è avvenuta il 18 giugno del medesimo anno. Ulteriori e più recenti lavori, hanno infine dato modo di creare un collegamento tra il teatro e alcuni spazi adiacenti, ricavando da caratteristiche strutture medioevali il bar, la sala prove e gli uffici. L'annessa foresteria può ospitare compagnie teatrali e gruppi musicali nella fase di preparazione dei loro spettacoli. Attualmente la capienza e di 149 posti, un possibile adeguamento potrebbe portare la capienza a 170 posti. Recentemente sono state effettuate opere relative alla messa in sicurezza.
Dalla sua riaperture il Teatro Vittoria ha presentato una densa stagione teatrale ed è stato sede di numerosi eventi, concerti e convegni. Il Maestro Tonino Guerra ne è il presidente onorario.
Per quanto riguarda la gestione, dal 1 gennaio 2001 al 2004, il teatro è stato dato in gestione a ‘Pennabilli chiama srl Promozione risorse Montefeltro’, che si era aggiudicata la gara d'appalto indetta dal Comune, con Giacomo Martini quale direttore artistico. Dal 2005 al giugno 2010 la gestione tecnica e organizzativa del teatro è stata dell'Associazione Culturale Ultimo Punto, con Enrico Partisani alla direzione artistica. In quest’ultima fase alcuni dei progetti teatrali svolti in teatro, e non solo, sono stati condotti in collaborazione con la stessa Associazione Tonino Guerra. Allo stesso Enrico Partisani dobbiamo le informazioni utili per la redazione di questa scheda.
(Lidia Bortolotti)




The post-unification ministerial census of 1868 listed a “Joint Owners’ Theatre” in Pennabilli; this theatre no longer exists.
The current theatre, know as ‘Vittoria’, dates back to the early 1920s. It owes its existence to an initiative spearheaded by 33 families from Pennabilli, who formed an ad hoc committee. The theatre itself was built between 1922 and 1923 in the XV century Palazzo Fuffi. This historic building, which had suffered serious damage during the earthquake of 29th June 1919, had previously been used as a barracks and an elementary school. The contribution of these families proved crucial to fully restore and recover the building, by launching the work necessary to transform it into a theatre. Features remaining from the historic building include the beautiful arched portal decorated with knobs, which currently adorns the building annex that houses the foyer, which was recently furnished by the poet and playwright Tonino Guerra. The entrance portal is topped by a cymasium bearing the Latin inscription Ostium non hostium (literally ‘entrance not for enemies’ and thus for friends). The facade is quite simple: its gable roof is marked by window panes and lacks particular ornaments.
The theatre hall, built by a group of local artisans with the help of the Civil Engineering Office, has a U-shaped floor plan, surrounded by three orders of boxes (48 in total), with wooden lofts and a balustrade painted in tempera.
Oreste Mazzoni, a poet and painter who was also the town clerk at the time, and his son-in-law Cornelio Francioni, are responsible for the decorations. Working free of charge, they designed decorations that reflected the Novecento Italiano style, with some elements of Art Nouveau and Art Deco thrown in, as evidenced by the rigid geometric approach to decorations and figures. The decorations – entirely in pastel yellow and light blue – include regular window panes on the second-order boxes, with a central insignia set in a garland flanked by irises, while the central box, with its slightly convex balustrade, features an allegorical figure of the Community with the two castles of Penna and Billi in the background. The decorative strip above the third order of boxes features a false dentil cornice, whose frieze features a sequence of eagles with spread wings and, in the central box, the insignia of the House of Savoy, flanked by lions and flags. The decorations continue on the proscenium arch, the fronts of whose boxes are adorned with the portraits of Dante and Manzoni in a crown of laurels, while in the middle, up high, is a painting of a medallion with a half-length female portrait, surrounded by bouquets of irises and daisies. The draping features a large, stylized lyre; near the proscenium, it is crossed by a decorated strip featuring garlands and dancing cherubs, while the nine muses are depicted near the arching of the boxes. Above the proscenium’s architrave, on both sides of the municipal insignia of Pennabilli, a Latin inscription reads Amor civium / decus patriae, meaning ‘love of the citizens / decorum of the fatherland’.
In the foyer, the entrance to the theatre hall is flanked by two panels painted recently by the poet and playwright Tonino Guerra. After many years living in Rome, where he worked with all the main Italian cinema directors, in 1989 he moved to Pennabilli, which became his adopted home.
The stage, enlarged during the most recent restoration work, is accessed via a second rusticated side portal, with a console bearing the inscription Fuffius, which commemorates its ancient origins.
Ever since it was established, the theatre has maintained a very busy schedule of events, as documented by the register of plays and operettas staged, which is still held in the local archives along with documents on the draws through which boxes were assigned to the citizenry. Unfortunately, the original stage sets and furniture have been lost. After World War II, the theatre was mostly used as a cinema and ballroom, before a period of gradual deterioration that led to its closure in the 1970s. In 1985, indispensable restoration work was launched which saved the building from demolition; this work began by rebuilding the roof, which was at risk of collapse. The subsequent completion of restoration work made it possible for the theatre to be re-opened to the public in March 2000, with the official inauguration taking place on 18th June of that year. Additional recent work has linked the theatre with some adjacent buildings: a bar, a rehearsal space, and offices are now housed in traditional medieval quarters. The adjacent guest quarters can host theatre companies and orchestras while they rehearse their performances. The theatre currently seats 149, and capacity could be increased to 170 with additional renovation works. Recently, work to make the building compliant with safety regulations was completed.
Since its re-opening, the Vittoria Theatre has hosted a busy theatre season, along with numerous events, concerts, and conferences. The Maestro Tonino Guerra is the theatre’s honorary president. From 1st January 2001 to 2004, the theatre was managed by Pennabilli chiama srl Promozione risorse Montefeltro, which had won the call for tenders issued by the municipal administration; Giacomo Martini was the artistic director. From 2005 to June 2010, the technical and organizational management of the theatre was in the hands of the Ultimo Punto Cultural Association, with Enrico Partisani as artistic director. During this period, some of the plays staged in the theatre – and not only those - were performed in collaboration with the Tonino Guerra Association. Enrico Partisani himself provided much of the information used for drafting this account.
(Lidia Bortolotti)



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