Teatro Sociale - Novafeltria

Elementi caratterizzanti
Dati tecnici
pianta a ferro di cavallo con gallerie
posti 239 in platea e 3 ordini di gallerie
1983
Pubblicazioni e Cataloghi
F. A. Tosi, Il nuovo Teatro Sociale, in: "La Rassegna", numero dedicato alla inaugurazione del Teatro Sociale di Mercatino Marecchia, Mercatino Marecchia 1925;
F. Battistelli, I teatri storici della provincia di Pesaro e Urbino e Schede, in: Teatri delle terre di Pesaro e Urbino, a cura di F. G. Motta, Milano 1997, p. 164 e 180;
Il teatro nelle Marche: architettura, scenografia e spettacolo, a cura di Fabio Mariano, Fiesole (Firenze) 1997, p. 92, 180.
via G. Mazzini, 69
Novafeltria (RN)
ER Cultura - Teatri e sedi

opera di inaugurazione:
Bohème di Giacomo Puccini
Fondazione: XX (1900-1999)
Nel 1907, dall’unione di alcune frazioni staccate di Talamello, viene fondato il Comune di Mercatino Marecchia che nel 1941 assumerà la denominazione di Novafeltria.
In questa località pare sia esistito un teatro fin dal Settecento, gestito da un circolo di nobili e la documentazione d’archivio testimonia lavori di ristrutturazione al teatro realizzati nel primo decennio del Novecento, non è dato sapere se si tratti del medesimo edificio. Si legge infatti in un articolo che il Teatro Sociale “già riformato una ventina d’anni or sono, non corrispondeva più alle esigenze del paese di Mercatino cresciuto d’importanza e di popolazione quale centro industriale commerciale dell’Alto Montefeltro ed inoltre la sua stabilità era compromessa in più parti, sia nel soffitto, come nel tetto, per cui si richiedevano impellenti riparazioni.” (cit. F. A Tosi, Il nuovo teatro sociale, in “La Rassegna”, numero dedicato alla Inaugurazione del Teatro Sociale di Mercatino Marecchia, 1925)
Il consiglio della Società dei palchettisti del teatro diede incarico della ‘riforma’ del teatro all’ingegnere Francesco Aurelio Tosi, attorno al 1920, il quale nella progettazione fece sì “che i soci potessero aumentare sino al numero di 72, assegnando a ciascuno un palco più libero e comodo, pieno d’aria e di luce” (Il nuovo teatro sociale in “La Rassegna” …, op. cit.). L’inaugurazione della sala teatrale così rinnovata, avviene il 3 ottobre 1925 con la messa in scena dell’opera lirica Boheme di Giacomo Puccini.
Questo teatro si contraddistingue per la presenza di elementi stilistici di gusto tardo Liberty e Art Deco evidenti già sulla facciata esterna, posta sul Corso Mazzini. Di particolarissimo assetto, essa risulta sobria ed essenziale, scandita da sei paraste, di cui le due centrali pensili, decorate da altrettante medaglie con teste di satiri ad altorilievo, mentre le cinque finestre poste al primo piano sono caratterizzate da cornici arcuate in perfetto stile Liberty, l’insieme è concluso dal sovrastante fastigio centrale a pinnacoli con la lira al centro.
La sala teatrale, elegante nella sua semplicità, presenta tre ordini di balconate con andamento a ferro di cavallo, sorrette da pilastrini e soprastanti colonne, oltre a una vera ‘piccionaia’ ricavata nella centina del plafone. Gli elementi decorativi, di gusto Deco, sono prevalentemente realizzati in stucco, costituiti da cornici, lesene e festoni posti sulla fascia continua delle gallerie di II e III ordine e dell’arcoscenico, nonché dai capitelli dei pilastri e delle colonne. Mentre il soffitto è scandito da semplici specchiature rese evidenti dalla doppia coloritura nei toni pastello del rosa e del verde pallido, marcate da cornici e rosoni in stucco. È possibile che per tali campiture fossero previste delle decorazioni pittoriche mai eseguite (cfr. F. Battistelli, Teatri nelle terre di Pesaro e Urbino, p. 164). Il teatro è stato restaurato nel 1983 su progetto dell’architetto Giancarlo De Carlo, in quell’occasione sono stati eliminati i tramezzi voluti da Tosi sulle balconate da Belle Epoque, fatto questo che non contribuisce di certo a far comprendere l’originaria configurazione della sala (cfr. Fabio Mariano, Il teatro nelle Marche…, p. 92).
Alla metà degli anni Novanta sono state intraprese ulteriori opere di adeguamento alle norme di sicurezza.
Nel teatro si svolge una regolare stagione teatrale con spettacoli di prosa e musica, nel ridotto possono aver luogo eventi espositivi a carattere temporaneo.
(Lidia Bortolotti)



In 1907, several hamlets previously included in the municipality of Talamello joined together to form the municipality of Mercatino Marecchia, which changed its name to Novafeltria in 1941.
It appears that this locality hosted a theatre, which was initially managed by an aristocrats’ club, since the XVIII century. Documents from the archives show that a theatre underwent restoration work in the first decade of the XX century, although it is not known whether this is the same building. An article states that the Community Theatre, “which was already reformed about 20 years ago, no longer met the needs of Mercatino, whose population and importance as the leading industrial and trading centre in the upper Montefeltro; furthermore, the stability of the building was in jeopardy both with regards to the roof and the ceiling, requiring urgent interventions.” (Il nuovo teatro sociale, in “La Rassegna”, issue dedicated to the inauguration of the Community Theatre of Mercatino Marecchia, 1925)
Around 1920, the council of the theatre boxholders’ club entrusted the engineer Francesco Aurelio Tosi with restoring the theatre; in his project, Tosi made sure that “the number of boxholders could rise to 72, each with a larger, roomier, more comfortable and light-filled box” (Il nuovo teatro sociale in “La Rassegna” …, quote). The renovated theatre was inaugurated on 3rd October 1925 with a performance of Giacomo Puccini’s La Boheme.
This theatre stands out thanks to its Art Nouveau and Art Deco elements, which are evident on the facade overlooking Corso Mazzini. It is highly characteristic, understated and essential, marked by six pilasters – of which the two central ones are suspended – decorated by six high-relief medallions depicting the heads of satyrs, while the five first-storey windows are characterized by arched frames in an art nouveau style. The facade is topped by a central pediment with pinnacles and a lyre at its centre.
The simple yet elegant theatre hall features three orders of horseshoe-shaped galleries, supported by small pillars and topped by columns, with a garret in the middle of the ceiling box. The decorations are mostly fashioned out of stucco and reflect an art deco style. They include frames, pilaster strips, and festoons placed on the strip bordering the second- and third-order galleries and the proscenium, along with the capitals of the pillars and columns. The ceiling is decorated by simple glass panelling, in pink and light green pastel tones, with stucco frames and rose windows. It is likely that these coloured surfaces were meant to be decorated with paintings (cfr. F. Battistelli, Teatri nelle terre di Pesaro e Urbino, p. 164). The theatre was restored in 1983 under the direction of the architect Giancarlo De Carlo. On that occasion, the partitions installed by Tosi on the Belle Epoque balconies were removed, which makes it more difficult to appreciate the hall’s original appearance (cfr. Fabio Mariano, Il teatro nelle Marche…, p. 92).
Additional work to make the building compliant with safety regulations was carried out in the mid-1990s.
The theatre hosts a regular theatre season with drama and musicals, while the ridotto occasionally hosts temporary exhibitions.
(Lidia Bortolotti)


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