Teatro Angelo Mariani - Sant'Agata Feltria

Elementi caratterizzanti
Dati tecnici
pianta a U con palchetti
99 posti (46 in platea, 53 nei palchi)
1871-1872, 1994-2002
Pubblicazioni e Cataloghi
F. Battistelli, I teatri storici della provincia di Pesaro e Urbino, in: Teatri delle terre di Pesaro e Urbino, a cura di F. G. Motta, Milano 1997, p. 166 e 173;
Il teatro nelle Marche: architettura, scenografia e spettacolo, a cura di Fabio Mariano, Fiesole (Firenze) 1997, p. 81, 89, 128, 173;
M. Flenghi, Il teatro "Angelo Mariani" di Sant'Agata Feltria: La Storia, l'Arte, Sant'Agata Feltria 2002, 2 vol.
Palazzo Comunale
piazza G. Garibaldi, 2
Sant'Agata Feltria (RN)
ER Cultura - Teatri e sedi

opera di inaugurazione:
spettacolo di gala
Fondazione: XVIII (1700-1799)
Questo elegante teatro settecentesco è sito all’interno del ‘Palazzone’ (attuale sede municipale), edificato nel 1605 per volere del marchese Orazio Fregoso, signore della Terra di Sant’Agata, sulla piazza principale del paese. Dalla documentazione archivistica studiata da Manlio Flenghi, emerge che fin dal XVII secolo, all’interno di questo edificio, vi era un’ampia sala regolarmente concessa alla gioventù santagatese per fare commedie, rappresentazioni ed altro. Nella medesima sala, che probabilmente occupava l’intero piano terra, si riunivano anche i Consigli Generali del Rettorato; questi ultimi furono trasferiti al primo piano, del medesimo edificio, quando nell’ambiente si allestì la sala teatrale in modo permanente. Di teatro si parla espressamente in un documento datato 17 dicembre 1690, quando il Consiglio Generale approva il rifacimento del solaio sopra ‘il teatro’ al fine di realizzare i magazzini del grano. Questo dato lascia intendere che alla sala fosse già stata data una connotazione ben definita e più appropriata alla funzione di luogo teatrale.
La costruzione del teatro a noi pervenuto, risale al 1723 e fu realizzata a carico della locale ‘Società Condomini del Teatro’. Inizialmente risulta essere costituito da una semplice platea e dal palcoscenico; come risulta da un atto notarile, datato 18 maggio 1743, solo vent’anni dopo viene dato l’incarico a mastro Giovanni Venturi, dal prefetto della Società dei Condomini, di erigere i primi 26 palchi per un compenso di 45 scudi. Nello stesso anno si ravvisa la necessità di dotare il teatro di un camerino per gli attori, da ricavarsi nell’edificio adiacente e comunicante con il primo piano del Palazzone. Solo nel 1753, con la realizzazione del terzo ordine, l’intera struttura teatrale risulta essere completata. L’assegnazione dei palchi avveniva per sorteggio secondo un sistema che ne garantiva la rotazione e fugava dissidi e contese. Non è dato sapere se vi sia stata in questi anni un’inaugurazione, si rammentano tuttavia la messa in scena dell’opera 'Il Ciro riconosciuto' nel carnevale 1756 e della commedia 'Arlecchino servitore di due padroni' di Carlo Goldoni nel 1765.
Tra il 1790 e il 1804 vengono effettuati diversi lavori, quali la chiusura dei palchi, il rifacimento del palcoscenico e dell’arco di proscenio, ove sono ricavati nuovi palchetti; le nuove decorazioni pittoriche, realizzate sui prospetti dei palchi e sul soffitto, sono affidate a un tal Donati. Nella seconda metà dell’Ottocento (1871-72), dopo un periodo di declino, a causa delle precarie condizioni statiche che si erano andate determinando, il teatro fu oggetto di imponenti lavori di restauro voluti dal Sindaco e presidente della Società dei Condomini Enea Nastasini. Le opere non alterarono comunque la struttura della cavea originaria e tuttora esistente, caratterizzata da una pianta a U un po’ allungata con quarantaquattro palchi disposti su tre ordini, con colonne portanti e palco interamente realizzati in legno di castagno.
Il rinnovamento dell’apparato decorativo dei palchi, del velario e del proscenio conferirono alla sala teatrale l’aspetto che tuttora la caratterizzano: i parapetti a fascia continua dei palchi al primo ordine sono a strisce chiare e scure a finto marmo, mentre al secondo e terzo ordine presentano una decorazione ad imitazione di drappi di trine e pizzi con festoni di fiori, ove predominano le tonalità bianche e azzurre. Lo stesso tipo di decorazione è presente sul velario, ove spicca un grande ovale dal fondo azzurro, cui si sovrappone una sorta di ampio merletto bianco dipinto; al cui centro vi è un rosone filettato da un listello ligneo, definito da una stella a otto punte ai cui angoli si raccordano gli elementi di un festone policromo. Al centro è posto un proporzionato ed elegante lampadario in metallo e cristalli. Sono inoltre parte integrante dell’apparato una serie di nove tondi dipinti ad olio su tela, dedicati ad altrettanti personaggi illustri. Ai quattro vertici della volta, contornati da girali a monocromo su fondo rosato, vi sono i ritratti dei quattro personaggi storici localmente più rilevanti: Ottaviano Fregoso, Uguccione della Faggiola, Dionigio Agatone De’ Maschi e Ranieri De’ Maschi; mentre i ritratti di Pietro Metastasio, Vincenzo Monti, Carlo Goldoni, Vittorio Alfieri sono posti sui palchi di secondo e terzo ordine del proscenio in cui, al centro dell’architrave, è il tondo con il ritratto del maestro Angelo Mariani. Attribuiti a Romolo Liverani, questi medaglioni risultano dipinti in modo più frettoloso rispetto alle altre opere dello scenografo faentino presenti in teatro. Si tratta di un cospicuo nucleo di fondali scenici che tuttora si conservano sul palcoscenico. Realizzati dal Liverani in collaborazione con il figlio Tancredi, questi teli dipinti rappresentano, il primo, la veduta panoramica di Sant’Agata Feltria dominata dalla imponente Rocca Malatestiana e viene utilizzato come sipario; seguono le raffigurazioni di una fastosa galleria definita da colonnato e soffitto, l’interno di reggia o dimora nobile, la cucina rustica, i sotterranei di un carcere, la visione notturna di un castello e lo scorcio di una piazza con campanile gotico. Non è invece attribuibile al Liverani il fondale con la raffigurazione della sala con casa patrizia.
L’inaugurazione del teatro rinnovato e dotato di un più moderno sistema di illuminazione, avvenne il primo settembre 1872, giorno della Festa del Cristo Grosso, con un concerto di gala vocale e strumentale; nella stessa occasione fu intitolato ad Angelo Mariani, il celebre musicista ravennate la cui carriera aveva preso avvio proprio a Sant’Agata Feltria.
Gli anni a seguire furono contrassegnati da un’intensa attività scenica, poi nel secondo dopoguerra il teatro fu adibito a cinematografo e negli anni Settanta del ‘900 fu chiuso in quanto privo dei requisiti minimi di sicurezza. Resterà chiuso per diversi anni versando in condizioni di vetustà e abbandono, penalizzato da un’intrinseca debolezza strutturale dovuta sia a fattori interni, ma soprattutto ad eventi esterni, quali movimenti franosi e fenomeni sismici che avevano interessato l’intero palazzo, o per meglio dire l’intera area.
Tuttavia nel 1992 il grande Vittorio Gassman scelse proprio il teatro ‘Angelo Mariani’ per recitare e registrare per la RAI la Divina Commedia. Si legge sul sito del teatro che quando “si aprirono le porte al grande mattatore ed alla sua troupe, nei loro occhi si scorse un lampo di meraviglia. Il teatro era loro apparso in tutto il suo splendore di opera d'arte irripetibile. In quel paesino che qualcuno di loro ricordava di aver visitato, sì, lassù in quel paesino, c'era quel teatro che da tanto tempo avevano cercato.”
I lavori di restauro che ne hanno consentito la riapertura il 14 settembre 2002, sono stati realizzati a cura dell’architetto A. Gianessi e dall’ingegnere T. Piccioni, per stralci successivi. Una prima tranche è stata avviata nel 1994, con la realizzazione di una serie di opere volte al consolidamento della struttura, terminate nel 1999. Il secondo stralcio di lavori, che ha interessato la parte decorativa del teatro, è stata avviata alla fine dell’agosto 2000.
Dal febbraio 2010 il Teatro Angelo Mariani è gestito dal Comitato per la Salvaguardia ed il Decoro dei Beni Storici e Culturali di Sant'Agata Feltria, in collaborazione con l'Amministrazione Comunale. La stagione teatrale prevede la messa in scena di commedie, la realizzazione di concerti ed eventi d’intrattenimento culturale, inoltre il teatro è aperto alle visite del pubblico, alla stregua di un museo, con orario differenziato per l’estate e per l’inverno.
(Lidia Bortolotti)


This elegant XVIII century theatre is located inside the building known as ‘Il Palazzone’ (which currently houses town hall), built overlooking the main square in 1605 on behalf of the Marquis Orazio Fregoso, Lord of Sant’Agata. The historic documents studied by Manlio Flenghi show that as early as the XVII century this building housed a large room that was regularly granted to Sant’Agata’s youths to stage comedies, plays, and other performances. The same room, which probably took up the entire ground floor, hosted the meetings of the General Council of the Rectorate; these meetings were transferred to the first floor once the theatre became a permanent fixture. A document dated 17th December 1690 explicitly mentions a theatre, when the General Council approved a motion to renovate the attic above “the theatre” to use it for storing grain. This quote shows that the room had already been designated as a theatre.
The theatre as it now stands dates back to 1723. It was built by the local “Joint Theatre Owners Society”, and initially comprised a simple auditorium and a stage. Just twenty years later, as shown by a notary deed dated 18th May 1743, the prefect of the Joint Owners Society entrusted the master carpenter Giovanni Venturi with building the first 26 boxes, for a salary of 45 scudos. That same year, it was decided to add a dressing room for the actors, to be located in the adjacent building, which is connected to the first floor of the Palazzone. The theatre was finally completed in 1753 with the third order of boxes. Boxes were assigned thanks to a draw which guaranteed their rotation and prevented disputes. Although it is not known whether the theatre was officially inaugurated in those years, we do know that the opera Il Ciro riconosciuto was staged during Carnival 1756 and that Carlo Goldoni’s comedy Harlequin Servant of Two Masters was staged in 1765.
Several different changes took place between 1790 and 1804, such as the closure of the boxes and the renovation of the stage and the proscenium arch, where new boxes were located; an artist known as Donati was responsible for the new paintings on the ceiling and on the boxes’ facades. During the second half of the XIX century (1871-72), after a period during which the building deteriorated and became precarious, the Mayor and president of the Joint Owners’ Society called for major restoration work to be performed. This work did not alter the structure of the original cavea, which is still in place and is characterized by a rather elongated, U-shaped floor plan, with 44 boxes distributed in three orders, and with all load-bearing columns and the stage fashioned out of chestnut wood.
New decorations for the boxes, draping, and proscenium gave the theatre its current aspect: the parapets of the boxes in the first order have false-marble pale and dark stripes, while those of the second and third order are decorated with imitation silk draping and lace with garlands of flowers, with a predominantly blue-and-white colour scheme; the same decorations are present on the draping, where a large blue oval stands out and is overlapped by a sort of large white painted lace; at its centre is a rosette threaded with lath, bordered by an eight-point stars from whose points a multi-coloured festoon begins. A well-proportioned, elegant metal and crystal chandelier is centrally placed. A series of nine oil-on-canvas tondos, each dedicated to an illustrious figure, are an integral part of the decorations. The four corners of the ceiling, surrounded by monochrome plant volutes on a pink background, feature portraits of the four historical figures most relevant to the local area: Ottaviano Fregoso, Uguccione della Faggiola, Dionigio Agatone De’ Maschi and Ranieri De’ Maschi; while the portraits of Pietro Metastasio, Vincenzo Monti, Carlo Goldoni, and Vittorio Alfieri decorate the second- and third-order boxes of the proscenium, where a tondo portraying the maestro Angelo Mariani is placed at the centre of the epistyle. Attributed to Romolo Liverani, these medallions seem to have been painted in a more hurried manner compared to the other works by this Faenza-born scenographer that are found in the theatre. The latter comprise a large number of backdrops that are still onstage today. Made by Liverani with the help of his son Tancredi, the first of these painted canvases depicts a scenic view of Sant’Agata Feltria dominated by the imposing Malatesta fortress and is used as a stage curtain. Others depict a sumptuous covered gallery bordered by column; the interior of a royal palace or aristocratic home; a night-time view of a castle; a prison dungeon; and a view of a town square with a gothic bell tower. The backdrop depicting a hall with a patrician home was not painted by Liverani.
The inauguration of the renovated theatre, which also featured a modern lighting system, took place on 1st September 1872, the Feast of the Great Christ, with a gala vocal and instrumental concert; on this occasion the theatre was dedicated to Angelo Mariani, the illustrious musician from Ravenna whose career began in Sant’Agata Feltria.
In the following years the theatre was very active, staging numerous plays. After World War II, the theatre was turned into a cinema, and it was shut down in the 1970s because it did not comply with safety regulations. It remained closed for many years, abandoned and increasingly decrepit, with intrinsic structural weaknesses caused both by internal factors and especially external ones, such as the landslides and earthquakes that affected the entire local area.
Nevertheless, in 1992 the great Vittorio Gassman chose the ‘Angelo Mariani’ Theatre to stage the Divine Comedy and record it for RAI television. According to the theatre’s website, when “the doors were opened for the star performer and his troupe, a look of wonder flashed across their faces. The theatre, that irreplaceable work of art, had appeared in all its splendour. In that small village, which some of them recalled having visited, in that very village was the theatre they had sought for so long.”
The restoration work that allowed the theatre to be re-opened on 14th September 2002 was directed, in two subsequent phases, by the architect A. Gianessi and the engineer T. Piccioni. The first phase began in 1994 and ended in 1999, with a series of interventions to consolidate the building. The second phase, which focused on the decorations, was launched in late August 2000.
As of February 2010, the Angelo Mariani Theatre is managed by the Committee for the Preservation and Upkeep of Sant’Agata Deliria’s Historic and Cultural Heritage, in collaboration with the municipal administration. The theatre season features comedies, concerts, and cultural entertainment events. The theatre is open to the public with different summer and winter hours.
(Lidia Bortolotti)

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