dinamometro

Museo della Bilancia
Via Garibaldi, 34/a
Campogalliano
Tipo: con molla circolare "a occhio di bue"
Categoria: meccanica

cm 25 (a) 7 (la)
sec. XX
1900 - 1949
Bilancia a molla circolare in ferro nichelato avente all'estremità superiore anello in ferro per la sospensione dello strumento e all'estremità inferiore gancio ad uncino in ferro nichelato, appeso a perno regolabile, per la pesatura della merce. Indice in ferro nichelato a forma di freccia scorrevole su una scala graduata in lamina di ferro nichelato a forma di mezzaluna avvitata alla parete interna della molla; la scala è tarata da 0 a 100 con divisione di 10 kg.

Le bilance a molla sono apparse con certezza attorno al 1760, anche se è plausibile che nel secolo precedente esistessero strumenti per pesare funzionanti in base a questo meccanismo. Il grande vantaggio di questo tipo di bilance è dato dalla facile trasportabilità, mentre non offrono purtroppo grande accuratezza: la molla, infatti, estendendosi o comprimendosi ripetutamente si indebolisce, compromettendo la precisione della bilancia. Il modello più comune è quello realizzato con una molla a spirale introdotto da Richard Salter, il più noto costruttore inglese di bilance tascabili a molla. Nello stesso periodo Salter introdusse altri tipi di bilance a molla tra cui una bilancia a forma di "V". Un altro modello molto popolare nel secolo scorso fu la bilancia a "C" detta "Mancur" in Inghilterra, dove venne introdotta. All'inizio del XX secolo molti inventori e costruttori misero a punto e produssero svariati modelli di bilance a molla impiegati per pesare lettere, pacchi postali, monete e merci di vario tipo.

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