bilancia semi automatica da banco

Museo della Bilancia
Via Garibaldi, 34/a
Campogalliano
Tipo: Roberval con biella sopraelevata e giogo pendolare
Categoria: meccanica
Sabbe & Steenbrugge S.A. (SAST)  1920/ notizie 1942  costruttore

cm 71 (a) 60 (la) 25 (p) diametro piatto per i pesi 23, diametro piatto per la merce 31,5, i.m. 71x70x32,5
sec. XX
1929 - 1931
Bilancia semi automatica con leve di tipo Roberval a bielle elevate al di sopra del giogo pendolare, a braccio di potenza definito dal coltello fisso, senza masse interne aggiuntive o sottrattive. Il giogo equilibra automaticamente i carichi da 0 a 1 kg. Un doppio indice a lancetta in alluminio verniciato nero scorre su due quadranti simmetrici opposti a settore circolare aventi forma di ventaglio. I quadranti, in lamierino di ferro smaltato bianco e riparati da un vetro, sono graduati da 0 a 1 kg con divisione 5 g e divisione segnata ogni 100 g. Il meccanismo delle bielle sopraelevate, dell'indice e i quadranti sono contenuti in due mezze conchiglie in ghisa verniciate di rosso e avvitate alla base, pure in ghisa verniciata rossa che poggia su tre piedini a vite calante in ottone. Una crociera in alluminio con allunghi in ferro sostiene il piatto per la merce in ottone di forma circolare con bordi rialzati e ribattuti su tondino di ferro. Tracce di cromatura nella parte esterna del piatto. Il piatto per i pesi, realizzato in ghisa con tracce di cromatura, è di forma circolare con bordo leggermente rialzato ed è inseparabile dal sottoposto montante. I piatti hanno un sistema a smorzamento delle oscillazioni a liquido. Una bolla di livello di forma rettilinea, posta sulla base, indica l'orizzontalità dello strumento. Una vite collocata sotto il piatto per la merce serve a bloccare il giogo durante gli spostamenti.

La bilancia automatica, nella teoria, era stata ideata da Leonardo che però non costruì strumenti simili. Le uniche bilance automatiche in uso fino alla fine del XIX secolo furono le bilance a pendolo e quelle a molla, che davano una lettura automatica del peso. La bilancia automatica Dujour, costruita dalla ditta francese Trayvou nel 1879, venne ammessa in Italia nel 1892 ma rimase pressochè sconosciuta: maggior fortuna ebbe invece la bilancia Chronos a carico costante ammessa nel 1897. Nel 1911 venne ammessa al commercio una bilancia ottenuta dalla combinazione fra una bilancia composta a sospensione inferiore e due dinamometri disposti verticalmente. Solo nel 1915 viene introdotta la bilancia Toledo a masse pendolari che eliminano l'uso delle molle. La prima bilancia Berkel ad essere ammessa alla verificazione in Italia ha il giogo pendolare compensato e risale al 1923. Le bilance automatiche hanno dapprima due piatti con pesi per aumento di portata poi un unico piatto e masse addizionali interne; il quadrante da forma di settore circolare (ventaglio) diventa circolare; da 1 giro di lancetta si passa a più giri di lancetta. Questa bilancia di tipo A viene ammessa alla verificazione prima in Italia con D.M. n. 4311 del 15 aprile 1929; con stesso decreto viene ammesso anche il tipo D con masse addizionali interne manovrabili dall'esterno.



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