Teatro Comunale Elisabetta Turroni - Sogliano al Rubicone

Dati tecnici
sala rettangolare con galleria
120 posti
1994-1997
Piazza Mazzini 18
Sogliano al Rubicone (FC)
ER Cultura - Teatri e sedi

Fondazione: XIX (1800-1899)
Le vicende che precedono la fondazione di un vero e proprio teatro a Sogliano sul Rubicone risultano a tratti incerte. Dalle informazioni ricavate nel corso di ricerche archivistiche si evince che con un atto notarile, redatto nel 1825, il Comune dava corso alla permuta di un immobile, ceduto a favore del monastero delle agostiniane che avrebbe dovuto erigersi di lì a poco, ricevendo in cambio un fabbricato situato nella piazzetta del Suffragio. In questo palazzo trovarono sede l’Ufficio del registro e delle imposte, il Catasto, l’Archivio notarile, la Scuola elementare e il Teatro. Dalla documentazione esistente nell’archivio comunale si sa per certo che il piccolo teatro veniva realizzato in un’ala di Palazzo Antimi soltanto nel 1867. Per circa quarant’anni, dal 1825 al 1865, è dunque plausibile che la sala teatrale sia stata attivata all’interno di questo palazzo come struttura effimera senza una sua fisionomia definita e per tenervi rappresentazioni occasionali di vario genere. La circostanza sarebbe confermata da una nota contenuta nei verbali della seduta consigliare del 30 maggio 1864, in cui si evidenzia la necessità di edificare un teatro stabile. Successivamente durante la discussione del bilancio 1865, alla voce “spese straordinarie”, nel corso del dibattito si afferma l’opportunità di dotare il paese di quella sala per pubblici spettacoli di cui risulta ancora privo. Sotto il mandato del Sindaco Pompeo Marcosanti, uomo illuminato e membro di una facoltosa famiglia locale, promotore delle trasformazioni urbanistiche e architettoniche sia a Sogliano che nel suo esteso territorio, si decide la realizzazione del teatro. Una lettera dello stesso Marcosanti, alla Sotto Prefettura di Cesena conferma che nel Comune di Sogliano al Rubicone, quale spazio destinato ai pubblici spettacoli, esiste soltanto il Teatro Comunale, fondato nel 1867. Si tratta di una sala di terzo ordine destinata a spettacoli misti, privo di palchi, dotato di un’unica loggia e può contenere fino a 300 spettatori.
Seppure non sia pervenuta traccia fisica di uno specifico progetto del piccolo teatro, né vi siano notizie certe riguardo gli sviluppi della sua edificazione, è evidente che un’attenzione in tal senso deve esservi pur stata, senza la quale non si sarebbe pervenuti alla perfetta e armoniosa morfologia del prospetto principale, conservatosi fino ai nostri giorni; ove specifici caratteri costruttivi e tipologici lo accomunano ad altri consimili edifici che in quegli stessi anni sono edificati in quest’area geografica.
Tra il 1854 e il 1860 si costituiscono a Sogliano la banda municipale, denominata “Concerto”, e la Società Filodrammatica, entrambe si esibiscono nel teatro, nel contempo innumerevoli compagnie di giro indirizzano al Sindaco la richiesta della concessione del teatro per tenervi rappresentazioni; si conserva in tal senso un ricco carteggio in archivio.
Solo in modo approssimativo è stato possibile ricostruire l’assetto ottocentesco del teatro che negli anni ’50 è ceduto a privati i quali, a proprie spese, lo risistemano adibendolo a cinematografo. L’intervento determina la perdita della struttura originale del teatro e la rimozione e dispersione dell’apparato decorativo che, seppure di scarsa entità, era comunque rappresentativo del gusto e dell’ambito culturale in cui era stato realizzato.
Nel 1994 il Comune avvia un programma di lavori per recuperare il Teatro Comunale che viene reso nuovamente fruibile tre anni dopo. Attualmente la sola parte che si conserva di quello ottocentesco è la facciata, contenuta ed armoniosa è a pietravista e timpanata, propone un doppio registro con, a piano terra, tre grandi aperture con arco a tutto sesto, cui si sovrappongono le tre finestre del primo piano, semplicemente incorniciate e scandite da lesene. La sala teatrale è a pianta rettangolare, con platea e galleria, il palcoscenico molto contenuto e privo di retropalco è dotato di una scena fissa che ripropone, in forma stilizzata, il prospetto del teatro; naturalmente è stato dotato di adeguati servizi e camerini.
Il 18 marzo 2001 il Teatro Comunale è stato intitolato ad Elisabetta Turroni, una giovane attrice che ha dedicato la sua breve vita alla didattica teatrale, alla letteratura e alla poesia. In suo ricordo è stata posta in platea una scultura di Giancarlo Balzani e ogni anno vi si tiene la “Rassegna Elisabetta Turroni”, per il territorio del Rubicone, dedicata ai ragazzi. Il teatro promuove inoltre rassegne di particolare qualità pensate per lo spazio piuttosto contenuto di questo palcoscenico, quale la “Prova d’attore”, in cui gli artisti sono chiamati a catturare l’attenzione degli spettatori attraverso la forza della sola parola, della loro voce e della fisicità, creando con il pubblico un’intensa empatia. Si tengono inoltre il concorso nazionale per giovani musicisti “Luigi Zanuccoli”, incontri, convegni e “Pellicole a teatro”, una rassegna cinematografica. In occasione di “MongArte. Racconti plurimi del Riciclaggio”, una manifestazione d’arte contemporanea che qui si tiene dal 2005 ed il cui fil rouge è il recupero e riciclaggio dei materiali, il teatro diventa la sede delle presentazioni e degli spettacoli che scaturiscono da questo evento.
(Le notizie riportate sono state in parte tratte dal sito dedicato al teatro e in parte fornite dall’Ufficio cultura del Comune)
(Lidia Bortolotti)



The facts behind the establishment of a proper theatre in Sogliano sul Rubicone remain uncertain. Information drawn from archival research shows that with notary deed signed in 1825, the municipality exchanged one building – which it ceded to the Augustinian order for a monastery soon to be build there – for another building on Piazzetta del Suffragio. This building would host the municipal registry and tax office, the cadastre, the notary archives, the elementary school, and the town theatre. Documents in the municipal archives show that this small theatre was built in a wing of Palazzo Antimi as late as 1867. For about forty years, between 1825 and 1865, it is likely that the theatre hall operated inside this building as a temporary structure, without a set appearance, and was used for occasional performances of various types. This appears to be confirmed by a note in the minutes to the council meeting of May 30, 1864, which highlighted the need to build a real theatre. Subsequently, during the 1865 budget debate, under the item “extraordinary spending”, the need to provide the town with a public performing arts venue was further reiterated. Under the mandate of Mayor Pompeo Marcosanti, an enlightened man from a wealthy local family and promoter of urban and architectural renewal in Sogliano and the surrounding area, the decision to build the theatre was taken. A letter from Marcosanti to the Deputy Prefect of Cesena confirms that the only theatre in the municipality of Sogliano al Rubicone was the Teatro Comunale, built in 1867. This was a third-order hall that could host various performances, without boxes and with a single loggia, and a capacity of 300.
Although there is no longer any physical evidence of the plans to build the theatre, nor is there any specific information on how its construction unfolded, it was evidently built with great care, as evidenced by its perfectly harmonious façade, which still stands today: specific characteristics link it to many other local theatre buildings of that era. The period between 1854 and 1860 saw the establishment of a municipal marching band – known as “Concerto” – and a dramatic arts society, both of which performed in the theatre, while many travelling troupes asked the mayor’s permission to stage performances there; there is extensive written documentation of this in the town archives.
We are only able to provide a vague description of the nineteenth century appearance of the theatre, which was sold to private interests in the 1950s, who turned it into a cinema at their own expense. This led to the loss of the theatre’s original structure, and the removal and dispersal of its decorations which, albeit limited, were representative of the cultural milieu and tastes within which the theatre was built.
In 1994 the municipal administration launched a program to restore the Teatro Comunale, which was once again available for public use three years later. Currently, the façade is the only part of the theatre that retains its nineteenth century aspect: small and harmonious, with rustication and a tympanum. On the ground floor, it has three large openings with semi-circular arches, while the first floor has three windows with simple frames, separated by pillars. The hall was rectangular, with a main floor and a gallery, the small stage did not have a backstage area, and the stage set was fixed, and depicted, in stylized form, the theatre’s design; it featured the necessary services and dressing rooms.
On March 18, 2001 the Teatro Comunale was named after Elisabetta Turroni, a young actress who dedicated her brief life to theatre, literature, and poetry. A sculpture by Giancarlo Balzani was placed on the main floor in her memory, and each year the Rassegna Elisabetta Turoni, a local children’s festival, is held here. The theatre also promotes high-quality festivals that can be held on its small stage, such as the Prova d’attore, where actors must capture the audience’s attention through nothing but their words, voice, and physicality, thus creating a strong empathic bond between actor and audience. The theatre also hosts the “Luigi Zanuccoli” national competition for young musicians, meetings, conventions, and a film festival titled Pellicole a teatro. During MongArte. Racconti plurimi del Riciclaggio, a contemporary art exhibition held each year since 2005 whose guiding principle is the recovery and recycling of discarded materials, the theatre becomes the venue for the presentations and performances arising from this event.
(The information reported here was drawn from the theatre’s website and from the municipal cultural office)
(Lidia Bortolotti)

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