Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza
Viale Baccarini, 19
Faenza (RA)
fornace di Jingdezhen, provincia di Jiangxi, Cina
statuetta

porcellana con coperta/ dipinta a smalti e oro
cm. 21 (a)
base 9x7
sec. XIX (1875 - 1899)
Statuetta della tipologia fencai (famiglia rosa) raffigurante la divinità Guanyin assisa.
La divinità assisa con gli occhi socchiusi indossa una veste ornata a piccoli rombi di colore verde, blu e arancio, disposti in modo da formare dei cubi tridimensionali. La gamba destra, di cui si intravede il piede sotto la veste, è leggermente sollevata rispetto alla sinistra; le mani poggiano chiuse sulle ginocchia nell'atto di reggere un lungo oggetto, verosimilmente uno scettro, ormai perduto.La sopraveste verde è decorata con motivi vegetali dorati e piccoli medaglioni blu inscriventi gli Otto Trigrammi disposti ordinatamente intorno al Taojitu, rappresentazione dello Yin e dello Yang.L'ampia scollatura, sottolineata da una bordura nera con piccole borchie dorate, mette in risalto un gioiello che sembra incastonato nel petto della divinità: quattro perle dorate sono disposte sul collo intorno ad una quinta perla;  immediatamente sotto si trova un fiocco dorato con al centro un elemento rosso a forma di "testa di ruyi". Un velo rosa, ornato da fiori di loto e volute vegetali dorate, copre il capo e le spalle. Sulla schiena è presente un grosso foro circolare.

La figura di Guanyin deriva dalla manifestazione (post-sec. VIII) come essere femminile del bodhisattva Avalokitesvara (il "Signore che guarda verso il basso"), anche noto come Mahayamsi (Signore della Misericordia), e dalla fusione di questi con la divinità della misericordia Miao Shou, una principessa cinese divinizzata che secondo la leggenda sarebbe vissuta 2000 anni prima del Buddha. Proprio per la sua infinita misericordia che sempre accoglie le preghiere umane [Guan Yin significa "che ascolta i suoni, le voci (sott. del mondo)], la divinità esaudirebbe le richieste le richieste dei fedeli, inclusa la fervente preghiera di avere prole. Come dispensatrice di fecondità essa è spesso raffigurata nell'atto di offrire un bambino.
Il Taijitu appresenta il concetto di yin e yang e l'unione dei due principi in opposizione.
Gli Otto Trigrammi hanno svariati significati, ma fondamentalmente rappresentano i flussi di energia racchiusi negli elementi naturali (Cielo, Terra, Tuono, Acqua, Monte, Vento, Fuoco, Lago) in grado di influenzare ogni aspetto della vita umana. Sono costituiti da tre linee che possono essere intere (rappresentanti la polarità positiva, Yang) o spezzate (rappresentanti la polarità negativa, Yin). Ciascun trigramma può essere inoltre combinato con ognuno degli altri, dando origine a sessantaquattro gruppi di sei linee, gli esagrammi, classificati e commentati nel Libro dei Mutamenti (Yi Jing), un classico cinese del II secolo a.C. usato a scopo divinatorio.